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18 Ottobre 2026
18 Ottobre 2026

Diplomi falsi nella scuola, 56 licenziamenti: caso a Castellabate

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Diplomi falsi nella scuola, 56 licenziamenti: caso a Castellabate

Si intensificano i controlli sui diplomi falsi utilizzati per ottenere incarichi nella scuola pubblica, con verifiche che hanno già portato, secondo quanto emerso, a 56 licenziamenti tra collaboratori scolastici e docenti. Le indagini interessano diversi territori italiani, mentre nel Salernitano emergono episodi di particolare rilievo, tra condanne, revoche della parità scolastica e accertamenti sui titoli di studio.

Uno dei casi riguarda Castellabate, nel Cilento, ed è stato esaminato dalla Corte dei Conti della Lombardia. Con la sentenza 147/2026, depositata il 2 ottobre, i giudici contabili hanno condannato un uomo a restituire 15.920,38 euro al Ministero dell’Istruzione e del Merito per aver ottenuto incarichi scolastici utilizzando un diploma falso.

La vicenda si inserisce nell’attività di contrasto alle irregolarità nel reclutamento del personale scolastico, con accertamenti che coinvolgono anche le Procure di Brescia, Verona, Venezia e Como.

Il diploma falso e la condanna della Corte dei Conti

Il caso di Castellabate riguarda un aspirante collaboratore scolastico che aveva presentato un diploma di operatore dei servizi per la ristorazione, con votazione di 100/100, apparentemente conseguito il 27 agosto 2013 presso un istituto del Salernitano.

Grazie al documento, l’uomo era riuscito a inserirsi nelle graduatorie e a ottenere supplenze in alcune scuole della provincia di Brescia.

Gli accertamenti hanno però dimostrato che il titolo era falso. La sessione straordinaria d’esame indicata nella documentazione non si era mai svolta e i docenti riportati nei verbali, compreso il coordinatore didattico, avevano disconosciuto le firme.

La Corte dei Conti ha quindi disposto la restituzione delle somme percepite indebitamente.

Il caso rientra in un fenomeno più ampio, che riguarda qualifiche professionali e certificazioni irregolari utilizzate per ottenere punteggi aggiuntivi nelle graduatorie scolastiche.

Le verifiche interessano anche insegnanti di sostegno e personale ausiliario.

Nel contesto delle indagini sono emersi inoltre episodi intimidatori. Dopo il proiettile e la lettera minatoria indirizzati al ministro nel settembre scorso, analoghe minacce hanno raggiunto anche il procuratore aggiunto di Nocera Inferiore e altre autorità impegnate negli accertamenti.

Scuole paritarie, sei revoche tra Nocera e Pagani

Parallelamente alle indagini sui titoli falsificati, proseguono i controlli ministeriali sulle scuole paritarie, rafforzati dal decreto-legge 45/2025, convertito nella legge 79/2025.

In Campania gli iscritti alle paritarie sono passati da 33.900 nell’anno scolastico 2023/2024 a 26.900 nel 2026, con una diminuzione di circa settemila studenti.

Anche i diplomati interni sono diminuiti, da 19.300 a 15.300, mentre quelli esterni sono scesi da 1.205 a 922.

Nel Salernitano si registra invece una tendenza differente. Gli iscritti sono aumentati da 9.250 a 10.218 e i diplomati interni da 5.703 a 6.319. In diminuzione i candidati esterni diplomati, passati da 378 a 216.

Sul territorio provinciale il Ministero ha già disposto la revoca della parità scolastica per sei istituti privati tra Nocera Inferiore e Pagani, a causa del mancato rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

La strategia di contrasto alle irregolarità interessa dunque sia gli istituti che rilasciano titoli non conformi sia coloro che utilizzano documentazione falsificata per accedere agli incarichi.

I 56 licenziamenti segnalati rappresentano uno dei risultati delle verifiche, mentre proseguono le attività investigative e amministrative per accertare eventuali ulteriori irregolarità nel sistema scolastico.

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