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27 Ottobre 2026
27 Ottobre 2026

San Giovanni a Piro tra i 27 Comuni finanziati dal Mic per il progetto dedicato a Ortega

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San Giovanni a Piro tra i 27 Comuni finanziati dal Mic per il progetto dedicato a Ortega

Il Comune di San Giovanni a Piro è tra i 27 beneficiari nazionali, e uno dei soli due Comuni della provincia di Salerno, della prima edizione di “Cultura nei piccoli comuni”, l’avviso destinato ai Comuni sotto i 25.000 abitanti promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, con l’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato e il Piano Olivetti per la Cultura, con il supporto amministrativo di ALES S.p.A.

Un risultato ottenuto in una selezione che ha registrato 1.060 candidature provenienti da tutta Italia, e che riconosce la qualità di una proposta capace di coniugare patrimonio artistico, arte contemporanea, innovazione digitale e partecipazione delle comunità.

Il progetto finanziato, “Il segno di Ortega. Arte pubblica, portale culturale e comunità nei luoghi dello stare”, intende rafforzare il ruolo di San Giovanni a Piro e del borgo di Bosco come luoghi di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione dell’opera di José García Ortega, artista spagnolo antifranchista che trovò nel Cilento un luogo di vita, creazione e appartenenza.

Dal Museo Ortega a un nuovo sistema culturale territoriale

Il progetto nasce dall’esigenza di rendere più visibile e riconoscibile il legame tra Ortega e il territorio, valorizzando il patrimonio custodito nei musei comunali, il celebre murale in maiolica dedicato ai Moti Cilentani del 1828, la casa dell’artista e i luoghi di Bosco.

L’iniziativa prevede la realizzazione di un’opera permanente di arte pubblica contemporanea, ispirata al linguaggio e all’eredità civile di Ortega, destinata a uno spazio di particolare visibilità del territorio.

A questa si affiancheranno un portale culturale dedicato a José Ortega e ai suoi luoghi, un sistema creativo di segnaletica narrativa e mappe artistiche, podcast, contenuti audiovisivi e un archivio digitale delle memorie, capace di raccogliere e restituire le testimonianze della comunità.

Sono inoltre previsti percorsi di produzione artistica contemporanea, laboratori partecipativi e iniziative pubbliche rivolte a cittadini, giovani e visitatori.

L’obiettivo è costruire una connessione culturale riconoscibile tra Bosco, San Giovanni a Piro e Scario, trasformando il Museo Ortega nel punto di riferimento di un progetto capace di estendersi nello spazio pubblico e di generare nuove occasioni di conoscenza e partecipazione.

Ortega e il significato dello “stare”

Al centro del progetto c’è una riflessione che unisce la storia dell’artista alle sfide contemporanee dei piccoli comuni. José Ortega, costretto all’esilio dalla dittatura franchista, trovò a Bosco un luogo nel quale vivere e lavorare, instaurando un rapporto profondo con la comunità e con la storia civile del territorio.

La sua esperienza diventa oggi il punto di partenza per interrogarsi sul significato dello “stare”: scegliere un luogo, abitarlo, riconoscerne i valori e contribuire al suo futuro. Un tema che assume particolare significato nel Cilento, territorio storicamente segnato dall’emigrazione e dalle difficoltà delle nuove generazioni a costruire opportunità nei luoghi di origine.

Una nuova fase per il Museo Ortega

La proposta è stata ideata e curata da Giuseppe Ariano, direttore del Museo Ortega di San Giovanni a Piro, in collaborazione con gli uffici del Comune e con la funzionaria Michela Rivello, con il sostegno del sindaco Ferdinando Palazzo, che ha seguito il raccordo istituzionale e la costruzione delle collaborazioni necessarie alla candidatura.

Il finanziamento rappresenta un passaggio importante nel percorso di rilancio del Museo e di valorizzazione delle opere dell’artista, anche alla luce dell’ampliamento delle collezioni comunali e dello sviluppo dei nuovi spazi espositivi.

«Ortega ha scelto Bosco come luogo in cui stare. È da questa scelta, umana prima ancora che artistica, che nasce il nostro progetto», spiega Giuseppe Ariano. «Vogliamo che il suo segno esca dal museo e attraversi il territorio, diventando arte pubblica, esperienza culturale e racconto contemporaneo. La sfida è far conoscere San Giovanni a Piro come uno dei luoghi fondamentali della vicenda umana e artistica di Ortega, ma soprattutto fare in modo che questa eredità produca nuove occasioni di partecipazione, creatività e futuro. Il museo non deve essere soltanto un luogo di conservazione, ma un centro culturale capace di dialogare con le comunità e con gli artisti di oggi».

«Essere rientrati in una graduatoria nazionale così selettiva, su oltre mille candidature presentate, è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità», dichiara il sindaco di San Giovanni a Piro, Ferdinando Palazzo. «Questo riconoscimento premia la qualità della nostra progettazione amministrativa e conferma la visione di un Comune che investe nella cultura e nell’eredità di Ortega non solo per custodire la propria storia, ma per educare alla democrazia, generare sviluppo, attrattività e nuove opportunità tra Bosco, il capoluogo e Scario».

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