La mozzarella di bufala campana Dop continua a rappresentare una delle eccellenze più richieste del Made in Italy sui mercati internazionali. Nonostante l’aumento dei costi di produzione, soprattutto quelli energetici, il settore mantiene prospettive positive per le esportazioni e punta a conservare invariati i prezzi di vendita. Il tema è al centro del World Buffalo Congress 2026, in programma a Sorrento fino al 30 ottobre.
A delineare la situazione è Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, che evidenzia le difficoltà affrontate dalle aziende in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e rincari.
Costi energetici in aumento, ma i prezzi restano invariati
L’incremento delle spese sostenute dai produttori rappresenta una delle principali criticità per la filiera bufalina. A incidere maggiormente sono i costi dell’energia, condizionati dall’attuale scenario geopolitico internazionale.
Il Consorzio, tuttavia, sottolinea che finora gli aumenti non sono stati trasferiti sui prezzi di vendita della mozzarella. Una scelta accompagnata dalla speranza che le condizioni economiche possano progressivamente stabilizzarsi.
«Gli aumenti dei costi, specie quelli energetici, dipendono dalla situazione geopolitica che stiamo vivendo, ma finora non abbiamo toccato i prezzi di vendita della mozzarella, proprio con la speranza che tutto si aggiusti», spiega Raimondo.
Sul fronte commerciale, invece, le indicazioni rimangono incoraggianti. La mozzarella di bufala campana Dop continua a essere richiesta in numerosi Paesi, confermando il proprio ruolo tra i prodotti simbolo dell’agroalimentare italiano.
L’espansione sui mercati esteri deve comunque confrontarsi con le difficoltà legate alla distribuzione e al trasporto, che possono complicare l’arrivo del prodotto nelle diverse destinazioni internazionali.
World Buffalo Congress 2026, venti Paesi riuniti a Sorrento
La centralità della Campania nella filiera bufalina trova conferma nel ritorno in Italia, dopo vent’anni, del World Buffalo Congress, appuntamento internazionale dedicato alla ricerca, all’allevamento e alla valorizzazione delle produzioni legate alla bufala.
La manifestazione riunisce rappresentanti di 20 Paesi, con circa 500 partecipanti tra ospiti e relatori. Sono 283 gli studi scientifici presentati, mentre il programma comprende tre giornate congressuali e altre due dedicate alla conoscenza del territorio.
L’organizzazione è affidata all’Università degli Studi di Napoli Federico II, attraverso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, al Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
L’obiettivo è mettere a confronto esperienze e conoscenze internazionali, individuando nuove prospettive per il settore attraverso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e il miglioramento dei sistemi produttivi.
Per Raimondo, il ritorno del congresso in Italia costituisce anche un riconoscimento del modello economico sviluppato in Campania intorno all’allevamento bufalino.
La manifestazione offre così l’occasione per presentare a una platea internazionale un comparto capace di costruire una filiera produttiva di rilievo, nella quale la mozzarella di bufala Dop rappresenta il prodotto più conosciuto e apprezzato.












