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29 Ottobre 2026
29 Ottobre 2026

Imprese a Salerno, saldo positivo di 410 attività nel 2026

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Imprese a Salerno, saldo positivo di 410 attività nel 2026

La provincia di Salerno registra 410 imprese in più nel terzo trimestre del 2026, confermandosi tra i territori italiani con i migliori risultati in termini di saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni. Il dato emerge dall’analisi Movimprese, elaborata da Unioncamere e InfoCamere, che evidenzia una crescita superiore alla media nazionale, pur segnalando un andamento meno dinamico per il comparto artigiano.

Tra luglio e settembre sono state registrate 1.231 nuove iscrizioni e 821 cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Il saldo positivo corrisponde a un tasso di crescita dello 0,34%, contro lo 0,32% rilevato a livello italiano.

Salerno tra le prime dieci province italiane

Nella graduatoria nazionale per saldo assoluto delle imprese, Salerno occupa l’ottavo posto, preceduta da Roma, Milano, Napoli, Brescia, Bari, Caserta e Torino.

La provincia si colloca inoltre al settimo posto per numero complessivo di nuove iscrizioni.

Un altro indicatore significativo riguarda il rapporto tra aperture e chiusure. Nel Salernitano, ogni cento nuove imprese ne cessano 67, mentre la media italiana è di 71.

Il risultato descrive un tessuto imprenditoriale che continua a rinnovarsi, mantenendo un saldo positivo nonostante le difficoltà che interessano diversi comparti produttivi.

Il confronto regionale mostra però una crescita meno sostenuta rispetto ad altre province campane.

La Campania ha chiuso il trimestre con 2.632 imprese in più, registrando un incremento dello 0,46%, superiore allo 0,29% dello stesso periodo del 2025.

La regione occupa il terzo posto nazionale per saldo complessivo, alle spalle di Lombardia e Lazio.

Salerno contribuisce per il 15,6% al risultato campano, ma il suo tasso di crescita rimane inferiore di 0,12 punti percentuali rispetto alla media regionale.

Napoli registra un saldo di 1.448 imprese e un incremento dello 0,52%, mentre Caserta cresce di 431 unità, pari allo 0,44%.

Particolarmente significativo il risultato di Benevento, che con un tasso dello 0,60% guida la classifica nazionale per crescita percentuale. Avellino presenta invece lo stesso incremento di Salerno, pari allo 0,34%.

Artigianato in difficoltà, crescono costruzioni e turismo

L’elemento di maggiore debolezza riguarda le imprese artigiane salernitane.

Nel trimestre sono state registrate 198 nuove iscrizioni e 177 cessazioni, con un saldo positivo limitato a 21 attività.

Il tasso di crescita si ferma allo 0,12%, sostanzialmente in linea con il dato nazionale dello 0,11%, ma inferiore alla media campana dello 0,14%.

Il contributo dell’artigianato rappresenta appena il 5% del saldo imprenditoriale complessivo della provincia.

Nel resto della regione, Napoli registra 73 imprese artigiane in più e Caserta 24. Risultati negativi, invece, per Benevento, con dieci attività in meno, e Avellino, che perde sedici imprese.

A livello nazionale, il terzo trimestre del 2026 si chiude con un saldo di 18.403 imprese, il risultato più elevato dal 2021.

A sostenere la crescita sono soprattutto le società di capitali, responsabili del 79% dell’incremento complessivo.

Tra i settori più dinamici figurano le costruzioni, con 3.435 imprese in più, le attività di alloggio e ristorazione, con 3.389, e quelle professionali e scientifiche, con 2.863.

Il Mezzogiorno contribuisce con un saldo di 6.521 attività e una crescita dello 0,33%. Di questo risultato, circa il 40% è riconducibile alla Campania.

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