Trucchi scenografici, glitter, maschere ed effetti speciali sono tra gli elementi più utilizzati per Halloween, ma la scelta di prodotti non sicuri può avere conseguenze sulla salute della pelle. In vista della ricorrenza, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) richiama l’attenzione sui rischi associati all’impiego di cosmetici contraffatti o non conformi, che possono contenere sostanze irritanti, allergizzanti o contaminanti.
Il problema riguarda soprattutto i prodotti di provenienza incerta, utilizzati per il trucco del viso o abbinati a maschere e accessori a contatto diretto con la cute. Secondo la Sima, nei prodotti contraffatti può esserci anche il rischio di esposizione a sostanze vietate e potenzialmente cancerogene.
Dermatiti, arrossamenti e reazioni allergiche
Tra le possibili conseguenze dell’utilizzo di cosmetici non sicuri figurano dermatiti irritative e allergiche, arrossamenti, prurito, bruciore, gonfiore e comparsa di vescicole. Le sostanze irritanti o allergizzanti possono compromettere la barriera cutanea e aggravare condizioni preesistenti, come eczema, dermatite atopica e rosacea.
Anche le maschere richiedono attenzione: materiali inadatti e attrito prolungato possono favorire abrasioni e infiammazioni, soprattutto quando il prodotto viene indossato per molte ore.
Per ridurre i rischi, è consigliabile acquistare cosmetici da rivenditori affidabili, controllare le informazioni riportate sulle confezioni ed evitare articoli di provenienza incerta. In caso di irritazione, è opportuno interrompere l’utilizzo del prodotto. Se i sintomi sono intensi o persistenti, è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario.
Inquinamento e abitudini quotidiane incidono sulla pelle
L’attenzione alla salute cutanea, tuttavia, non riguarda soltanto le occasioni festive. La pelle è esposta quotidianamente a fattori ambientali e comportamentali che possono influenzarne l’equilibrio e contribuire al suo invecchiamento.
Tra gli elementi richiamati dalla Sima figurano l’inquinamento atmosferico, le radiazioni solari e le condizioni di illuminazione degli ambienti. A questi si aggiungono abitudini come il fumo, il consumo di alcol e la carenza di sonno, che possono incidere sulla salute generale e cutanea.
La prevenzione, secondo la società scientifica, dovrebbe quindi considerare non soltanto i cosmetici utilizzati e i trattamenti dermatologici, ma anche le esposizioni ambientali e gli stili di vita.
“Sima Skin Health”, un progetto per la prevenzione
In questo contesto si inserisce “Sima Skin Health”, un programma di ricerca, formazione e prevenzione promosso dalla Società Italiana di Medicina Ambientale per approfondire il rapporto tra ambiente e salute della pelle.
«La pelle vive nell’ambiente in cui vive la persona, e per questo è importante portare la prevenzione nelle case, sul lavoro e negli spazi della vita quotidiana dei cittadini», afferma Paolo Mezzana, responsabile del Dipartimento di medicina estetica ambientale della Sima.
Il progetto punta a integrare la prevenzione ambientale nella pratica professionale e nelle attività di informazione, coinvolgendo medici estetici, operatori sanitari e altre figure del settore. Tra gli aspetti da approfondire rientrano la qualità dell’aria, l’esposizione alla luce e le caratteristiche degli ambienti confinati.
Un approccio multidisciplinare alla salute cutanea
L’iniziativa mira a sviluppare conoscenze scientifiche, indicazioni preventive e strumenti applicabili nella pratica professionale. «Sima Skin Health traduce questa prospettiva in un percorso multidisciplinare per sviluppare conoscenze scientifiche, indicazioni preventive e strumenti applicabili alla pratica professionale», dichiara Alessandro Miani, presidente della Sima.
Il coordinamento è affidato a Elena Campione, professoressa associata di Dermatologia e direttrice della Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Il messaggio della Sima è rivolto alla prevenzione durante tutto l’anno: proteggere la pelle significa prestare attenzione ai prodotti che entrano in contatto con essa, ma anche all’ambiente in cui si vive e alle abitudini quotidiane.












