La Cattedrale dell’Assunta ha celebrato mercoledì la festa di San Pietro Pappacarbone, vescovo di Policastro, patrono e primo pastore della Diocesi di Teggiano-Policastro. La ricorrenza cade a 903 anni dalla morte del santo, avvenuta il 4 marzo 1123.
Alla solenne celebrazione ha preso parte il vescovo Antonio De Luca, che ha presieduto la Santa Messa ricordando l’attualità spirituale della figura del monaco benedettino, eremita e abate legato alla tradizione della Badia cavense.
Pietro Pappacarbone, nipote di Sant’Alferio – fondatore e primo abate della Abbazia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni – ne seguì l’esempio scegliendo la vita monastica nell’Ordine benedettino. Per completare la sua formazione spirituale si trasferì nell’abbazia di Cluny, in Francia, uno dei centri più importanti del monachesimo europeo dell’epoca, dove rimase per circa otto anni vivendo secondo una rigorosa disciplina religiosa.
Verso la fine del 1067 fece ritorno al monastero di Cava e nello stesso periodo fu nominato vescovo di Policastro da Papa Alessandro II. La sua figura è ricordata nella tradizione locale per la dedizione alla vita ascetica, alla guida pastorale e alla diffusione della spiritualità benedettina nel territorio.
Durante l’omelia il vescovo De Luca ha richiamato il valore della testimonianza di san Pietro Pappacarbone, sottolineando come il suo esempio di fede, austerità e servizio alla Chiesa continui ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento per la comunità diocesana.











