Momenti di paura nel pomeriggio di ieri a Cava de’ Tirreni, dove un imprenditore del settore della ristorazione è riuscito a salvarsi da un agguato a colpi d’arma da fuoco. L’episodio si è verificato poco prima delle 16, nella zona di via Marconi, nei pressi della rotatoria, mentre l’uomo stava facendo rientro a casa.
Secondo quanto ricostruito, tutto si sarebbe consumato in pochi istanti. L’imprenditore, noto in città e attivo anche nell’organizzazione di eventi enogastronomici, si sarebbe fermato brevemente lungo viale Marconi, pare per scambiare alcune parole con un conoscente. Subito dopo avrebbe udito qualcuno chiamarlo. Voltatosi, si sarebbe trovato davanti un’auto ferma dalla quale una persona, con una pistola in mano, avrebbe aperto il fuoco, pronunciando la frase: «Mi manda zi’ Michele».
La reazione istintiva dell’uomo gli ha probabilmente salvato la vita. Accortosi del pericolo, è riuscito a fuggire e a ripararsi dietro una Smart di colore rosso parcheggiata lungo la strada. Proprio quell’auto è stata raggiunta da quattro proiettili, che hanno mandato in frantumi il lunotto posteriore. Nessun colpo, fortunatamente, ha raggiunto l’imprenditore né eventuali passanti presenti in zona in quel momento.
Dopo la sparatoria, l’autore dell’agguato si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, che hanno immediatamente avviato le indagini. Il giovane imprenditore è stato ascoltato a lungo nella stessa serata e, secondo quanto trapela, avrebbe fornito elementi ritenuti utili agli investigatori, mostrando piena collaborazione.
L’inchiesta è coordinata dal commissariato di polizia di Cava de’ Tirreni, diretto dal vicequestore Roberto Lanzetta, con il supporto della Squadra mobile della Questura di Salerno, guidata dal vicequestore Elvio Barbati. Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma la pista seguita sembrerebbe già delineata.
Le verifiche in corso puntano a chiarire con precisione la dinamica dei fatti, individuare chi ha sparato e confermare il movente. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sull’ambito professionale della vittima e su eventuali contrasti o dissapori con partner o concorrenti. Gli elementi raccolti, al momento, sono ancora pochi e frammentari.
La notizia dell’agguato si è diffusa rapidamente in città, suscitando forte allarme tra i residenti. «Quei colpi potevano colpire chiunque – racconta un abitante della zona – a quell’ora passano spesso studenti e giovani. Poteva trasformarsi in una tragedia».


