Si chiude senza riscontri l’allarme per il presunto ordigno bellico segnalato nei giorni scorsi alla foce del fiume Lambro. Le operazioni di verifica, condotte dal Gruppo operativo sub della Marina militare, non hanno portato all’individuazione di alcun residuato.
L’intervento è stato disposto dalla Prefettura a seguito della segnalazione iniziale. I sommozzatori, supportati dalla Capitaneria di porto di Palinuro, hanno effettuato controlli approfonditi nell’area indicata, senza tuttavia individuare elementi riconducibili alla presenza di un ordigno.
Le ricerche hanno interessato anche i punti ritenuti più sensibili, ma si sono concluse con esito negativo. Un risultato che modifica lo scenario ipotizzato nei giorni precedenti, quando si parlava della possibile presenza di una mina risalente alla seconda guerra mondiale.
Tra le ipotesi considerate, resta quella che l’eventuale oggetto possa essere stato coperto dalla sabbia, diventando invisibile anche agli strumenti di rilevazione, oppure trascinato altrove dalle correnti marine e dalle recenti mareggiate.

Il gruppo operativo rientrerà a Napoli dopo aver trasmesso una relazione dettagliata alla Prefettura, utile per eventuali ulteriori valutazioni. Alla luce dell’esito delle verifiche, non sarà necessario procedere con operazioni di brillamento.
Nei giorni scorsi, in via precauzionale, il Comune di Centola aveva attivato il Centro operativo comunale e disposto l’interdizione dell’area a terra, mentre la Capitaneria aveva vietato le attività in mare nello specchio d’acqua interessato.
Al momento, dunque, l’emergenza può considerarsi rientrata. Resta comunque alta l’attenzione lungo la costa cilentana, dove nel tempo non sono mancati ritrovamenti di residuati bellici, spesso riportati a galla o spostati dalle correnti.











