Momenti di paura ad Angri dove, nella mattinata di ieri, l’avvocato Michele D’Antonio, candidato nella lista a sostegno di Pasquale Mauri, sarebbe stato vittima di una violenta aggressione avvenuta all’interno di un bar del centro cittadino.
Secondo una prima ricostruzione, il professionista si trovava nel locale per un caffè quando sarebbe nato un acceso confronto con un altro uomo, pare suo conoscente e coetaneo. La discussione, degenerata rapidamente, si sarebbe trasformata in uno scontro fisico culminato con pugni al volto e una vera e propria colluttazione davanti a numerosi presenti.
L’episodio ha provocato forte preoccupazione in città anche per il delicato momento politico che Angri sta attraversando. D’Antonio, infatti, è candidato nella coalizione guidata da Mauri ed è inoltre padre della consigliera comunale uscente Roberta D’Antonio. Dopo l’aggressione, il legale avrebbe fatto ricorso alle cure dei sanitari per le ferite riportate. Al momento non risulterebbe ancora formalizzata una denuncia.
La notizia si è diffusa rapidamente, alimentando il dibattito sul clima sempre più acceso della campagna elettorale in vista del voto dell’8 e 9 giugno. Restano ancora da chiarire le motivazioni che hanno portato allo scontro e se vi siano eventuali collegamenti con la competizione politica in corso.
Nelle ore successive sono arrivati messaggi di solidarietà nei confronti del candidato. Tra questi anche quello del sindaco Pasquale Mauri, che sui social ha espresso vicinanza a D’Antonio, condannando ogni forma di violenza e invitando tutti a mantenere toni civili durante la fase conclusiva della campagna elettorale.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da tensioni e polemiche. Nei giorni scorsi, infatti, si era registrato anche un acceso diverbio verbale ai danni del presidente di Agro Invest. Situazioni che stanno contribuendo ad aumentare la preoccupazione tra cittadini e candidati a pochi giorni dal ballottaggio.
La sfida per la guida del Comune vedrà contrapposti Alfonso Scoppa e Pasquale Mauri, separati da quasi duemila voti al primo turno. Una competizione particolarmente sentita anche per i rapporti di parentela che legano i due schieramenti, con sostenitori e candidati pronti a giocarsi tutto negli ultimi giorni di campagna elettorale.












