Un mausoleo romano finora senza precedenti in Albania, un porto sommerso in Egitto legato alla ricerca della tomba di Cleopatra, una spettacolare sala da banchetto affrescata a Pompei, una rara testa di Kore greca rinvenuta a Vulci e mosaici con coccodrilli, fenicotteri e altri animali nell’antica Eraclea al Latmo, in Turchia. Sono le cinque scoperte archeologiche del 2025 selezionate come finaliste della 12ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”.
Il vincitore sarà proclamato e premiato venerdì 30 ottobre a Paestum, nell’ambito della XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.
Il riconoscimento è promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e dalla rivista Archeo, in collaborazione con le testate internazionali media partner della manifestazione: Antike Welt, arCHaeo, Archäologie in Deutschland, Archéologia, Current Archaeology, Current World Archaeology e Dossiers d’Archéologie.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare le grandi scoperte archeologiche internazionali e, insieme, il lavoro degli archeologi che quotidianamente contribuiscono alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale. Il direttore della BMTA, Ugo Picarelli, e il direttore di Archeo, Andreas Steiner, sottolineano come la conoscenza delle civiltà del passato e delle loro relazioni con l’ambiente rappresenti oggi anche uno strumento per riscoprire identità e favorire il dialogo interculturale.
Il premio, considerato un riconoscimento internazionale dedicato al mondo dell’archeologia e ai suoi protagonisti, è stato intitolato fino al 2024 a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del museo di Palmira dal 1963 al 2003, ucciso nel 2015 dopo aver difeso il patrimonio archeologico della città siriana. A dieci anni di distanza, il riconoscimento ha assunto il nome di “Palmyra”, richiamando la campagna #Unite4HeritageforPalmyra promossa dalla BMTA nel 2016 e il gemellaggio tra Paestum e Palmira siglato nel 2018.
Le cinque finaliste
ALBANIA – Il primo ipogeo-mausoleo romano del Paese
Nella valle di Bulqizë è stato scoperto un grande mausoleo romano databile tra il III e il IV secolo d.C., considerato il primo rinvenimento di questo tipo in Albania. Il monumento, di circa 9 metri per 6, è articolato in tre ambienti e presenta una monumentale scalinata di accesso alla camera funeraria, alta circa 2,4 metri.
Particolarmente significativo il rinvenimento di elementi architettonici ed epigrafici rari, tra cui un’iscrizione bilingue. Nel corredo funerario sono stati recuperati vasi in vetro, manufatti in osso, armi e frammenti tessili intrecciati con fili d’oro, elementi che suggeriscono l’elevato status sociale del personaggio sepolto.
EGITTO – Il porto sommerso di Taposiris Magna
A Taposiris Magna, circa 50 chilometri a ovest di Alessandria, una missione archeologica ha portato alla luce un complesso sommerso che potrebbe rappresentare un antico porto perduto. Tra i reperti individuati figurano anfore, numerose ancore, un pavimento levigato e imponenti colonne.
La scoperta è particolarmente importante anche per la ricerca della tomba di Cleopatra VII, la regina d’Egitto morta oltre duemila anni fa. Il sito di Taposiris Magna è infatti al centro da tempo di ricerche che ipotizzano la presenza della sepoltura della sovrana e di Marco Antonio.
ITALIA – POMPEI, la sala del banchetto dedicata a Dioniso
A Pompei, negli scavi dell’insula 10 della Regio IX, è emersa una grande sala da banchetto decorata con una monumentale megalografia, cioè un fregio con figure quasi a grandezza naturale.
Le pareti sono occupate da una vivace rappresentazione del corteo di Dioniso, il tiaso dionisiaco, mentre una delle pareti si apre direttamente verso un giardino, creando una continuità tra lo spazio architettonico e quello naturale. Proprio dal soggetto degli affreschi deriva il nome attribuito alla dimora: Casa del Tiaso.
La decorazione è databile al I secolo a.C., con maggiore precisione tra il 40 e il 30 a.C., e costituisce una delle testimonianze più spettacolari della pittura pompeiana di età tardo-repubblicana.
ITALIA – VULCI, una Kore greca nel cuore del territorio etrusco
A Vulci, nell’ambito del progetto “Vulci Cityscape”, è stata rinvenuta una testa in marmo greco raffigurante una giovane donna, una Kore. La scultura rappresenta un ritrovamento particolarmente significativo per la rarità di opere di questo tipo nel territorio etrusco.
L’acconciatura elaborata e la resa della figura consentono di attribuire l’opera a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C. La scoperta offre nuovi elementi per ricostruire la circolazione di modelli artistici, manufatti e influenze culturali tra il mondo greco e l’Italia preromana.
TURCHIA – I mosaici di Eraclea al Latmo con coccodrilli e fenicotteri
Dall’antica città greca di Eraclea al Latmo, sulle pendici del monte Latmo, arriva infine una scoperta che amplia le conoscenze sulla vita quotidiana e sulla cultura figurativa della Ionia.
Nei mosaici delle terme compaiono numerosi animali, tra cui coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille. Nel frigidarium, l’ambiente destinato ai bagni freddi, sono raffigurati ben sei coccodrilli disposti l’uno di fronte all’altro.
Un soggetto insolito per un ambiente nel quale questi animali non appartenevano al contesto naturale locale, circostanza che ha portato gli studiosi a ipotizzare l’intervento di un maestro itinerante, capace di trasferire modelli e immagini tra differenti aree del Mediterraneo.
Il voto del pubblico
Accanto al premio assegnato dalla giuria, anche il pubblico sarà chiamato a esprimere la propria preferenza. Alla scoperta che raccoglierà il maggior numero di consensi tra le cinque finaliste sarà infatti assegnato lo “Special Award”.
La votazione popolare si svolgerà dall’11 settembre al 15 ottobre sulla pagina Facebook della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
Il vincitore dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” sarà quindi annunciato e premiato venerdì 30 ottobre a Paestum, nel corso della XXVIII BMTA.
I vincitori delle precedenti edizioni
Il premio ha visto negli anni protagonisti e scoperte di rilievo internazionale. Nel 2015 fu assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis, in Grecia; nel 2016 all’INRAP francese, rappresentato dal presidente Dominique Garcia, per la tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner per la città dell’Età del Bronzo di Bassetki, nel nord dell’Iraq.
Nel 2018 il riconoscimento andò a Benjamin Clément per la cosiddetta “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams per il più antico relitto intatto del mondo individuato nel Mar Nero; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi per la scoperta dei dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti divinità della Mesopotamia.
Nel 2021 fu premiata la scoperta di centinaia di sarcofagi nella necropoli egiziana di Saqqara. Nel 2022 il riconoscimento andò a Zahi Hawass per la scoperta della cosiddetta “città d’oro perduta” nei pressi di Luxor. Nel 2023 furono premiati Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni, e Jacopo Tabolli per il rinvenimento delle 24 statue bronzee etrusche e romane.
Nel 2024 il premio fu assegnato al MOLA, Museum of London Archaeology, per la scoperta dei resti di un mausoleo romano nel quartiere londinese di Southwark. Nel 2025, infine, il riconoscimento è andato a Lina Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia, e Olympia Vikatou, direttore generale Antichità e Patrimonio Culturale del ministero ellenico, per la scoperta di un antico edificio minoico a Creta, risalente a oltre 4.000 anni fa e caratterizzato da elementi che richiamano il mito del labirinto.












