Aria di crisi al Comune di Centola, Stanziola lancia appello anche alla minoranza

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La situazione politica al comune di Centola è tesa, e ci sono venti di crisi nell’amministrazione guidata da Carmelo Stanziola. Infatti potrebbe presto venire meno il sostegno di alcuni consiglieri di maggioranza. Ecco perché, a margine dell’ultimo consiglio comunale che si è tenuto il 29 novembre, il sindaco ha chiesto infatti a tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, di restare in aula per un messaggio politico da dare. L’aria di crisi era nell’aria, da mesi alcuni consiglieri di maggioranza avevano dato segnali di disapprovazione senza però nessuna ufficialità su prese di posizione o eventuali dimissioni, sebbene appaiano chiari rapporti politici in parte incrinati e divergenze su alcuni temi chiave, come quello del Puc. Stanziola ha ufficializzato il malessere che da tempo si cova all’interno della propria compagine, aprendo di fatto una crisi.

«Tra 15 giorni scatteranno i famosi 2 anni e mezzo dell’amministrazione. – ha detto Stanziola – Sono state messe in giro voci che “il sindaco si dimette prima dei 2 anni e mezzo, in modo tale che se cade può ricandidarsi di nuovo”. Dico pubblicamente che il sindaco non si dimette. Ma non ho le bende davanti agli occhi, ascolto e guardo, faccio finta di non capire e tiro le somme. Da oggi lancio un messaggio, ovvero di rilancio dell’amministrazione pubblica perché non intendo assumermi responsabilità che possano creare non pochi danni oltre a quelli che abbiamo trovato, ma mi sento responsabile rispetto a progettualità messe in cantiere. Il Puc non è stato approvato, siamo nella fase di adozione e l’amministrazione comunale sulla scorta degli incontri che ci sono stati, ha ritenuto di riconoscere ulteriori richieste. – ha detto Stanziola annunciando – Avvierò un ragionamento con chi intende condividere le progettualità già messe in campo dall’amministrazione, sia nella maggioranza che in minoranza». In sintesi ha rivolto un appello anche alle forze di minoranza nella speranza probabilità che qualche consigliere ufficializzi il proprio spostamento, dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza.

«Un paese morente, un paese in forte in crisi che ha un disperato bisognoso di rilancio, un paese all’asta, un paese in cui imprenditori e commercianti portano avanti le proprie attività tra mille ostacoli e senza il minimo aiuto delle istituzioni pubbliche. Un paese ostaggio di una classe politica incapace di governare e dare le giuste risposte attese da decenni, di questo si tratta – ha commentato su Facebook il consigliere di minoranza e capogruppo del gruppo consiliare Rinascita, Marco Sansiviero – E mentre il paese muore, le imprese falliscono, le case vanno all’asta ed il territorio è abbandonato a se stesso ed all’incuria, fortemente esposto all’aggressione di forze estranee, ai nostri amministratori interessa unicamente tutelare i propri interessi politici e le proprie poltrone, del tutto incuranti dei bisogni reali di cittadini, lavoratori e imprenditori. Ciò che sta accadendo è una vergognosa dimostrazione di quanto, realmente, “lor signori” hanno a cuore le sorti della comunità che amministrano».

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Quale sia il reale motivo della crisi non è ancora del tutto chiaro. L’accentramento di poteri nelle mani del primo cittadino? Il Puc? Le questioni dovranno essere affrontate, e se non ci saranno decisivi cambiamenti di indirizzo si potrebbe far venire meno il sostegno al sindaco, aprendo ufficialmente la crisi.

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