Martedì 7 luglio 2026, alle ore 18, a Cannalonga si terrà un incontro storico-religioso per celebrare il bicentenario della fondazione della nuova cappella della Madonna del Carmine e del contestuale arrivo della statua, ancora oggi venerata e portata in processione per le vie del paese il 16 luglio di ogni anno.
L’incontro si svolgerà proprio nell’edificio sacro, situato a circa un chilometro dal centro abitato. Dopo i saluti del parroco, don Aniello Carinci, interverrà fra Mario Alfarano, carmelitano e rettore del Santuario della Madonna del Granato di Capaccio, che terrà una relazione sul tema Il culto di Santa Maria del Monte Carmelo fra Oriente e Occidente. A seguire, il dott. Aniello Amato ricostruirà il profilo storico dell’edificio sulla base di documenti d’archivio, in parte confluiti nella prima sezione del saggio Storia della Fiera di Cannalonga, pubblicato dal Centro di Promozione per il Cilento.
La cappella della Madonna del Carmine sorge fuori dalle mura cittadine. Le prime notizie risalgono alla fine del Cinquecento, quando l’edificio era già presente in un’area che, secondo la viabilità storica, collegava il casale di Cannalonga con la Civitella. Proprio alla luce del contesto storico e della rete di cappelle extra moenia presenti nel territorio circostante, è possibile ipotizzare, nonostante la scarsità delle fonti, che le origini dell’edificio siano legate alla colonizzazione italo-greca del Cilento centrale, sviluppatasi a partire dal monastero di Santa Maria di Pattano. L’attuale cappella, invece, fu costruita nel 1826, pochi anni dopo la realizzazione del cimitero e la grave epidemia di tifo petecchiale del 1817, che decimò la popolazione di Cannalonga.
Con l’arrivo della statua, il culto della Madonna del Carmine si intensificò nel paese, dando impulso a numerose tradizioni religiose, alla fondazione del Monte Frumentario nell’Ottocento e all’incremento delle rendite destinate a costituire il beneficio ecclesiastico.
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