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12 Marzo 2026
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Bomba della seconda guerra mondiale scoperta nel salernitano: possibile evacuazione

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Bomba della seconda guerra mondiale scoperta nel salernitano: possibile evacuazione

Una bomba d’aereo risalente alla seconda guerra mondiale è stata rinvenuta nel cantiere dell’alta velocità ferroviaria a Eboli e potrebbe rendere necessario, nei prossimi giorni, un piano di evacuazione che coinvolgerebbe un’ampia area tra Eboli e Battipaglia. L’operazione di brillamento dell’ordigno potrebbe comportare anche la chiusura temporanea dell’autostrada del Mediterraneo e della statale 19 delle Calabrie, oltre alla possibile interdizione dello spazio aereo durante le operazioni.

L’ordigno è emerso ieri mattina, poco dopo le 9, durante le attività di bonifica nel cantiere ferroviario per la linea ad alta velocità affidato da Rfi al consorzio Xenia, nella zona industriale di Eboli. Il punto del ritrovamento si trova a breve distanza dall’Isola Ecologica e da una struttura di accoglienza per extracomunitari, a poco più di due chilometri dall’uscita autostradale di Eboli in direzione sud e circa quattro da quella di Battipaglia verso nord.

A individuare la bomba sono stati gli operatori della Co.e.b., società partenopea specializzata da oltre quarant’anni nelle attività di ricerca e bonifica di ordigni bellici. Durante i controlli con metal detector, gli strumenti hanno segnalato una presenza sospetta nel terreno. Come previsto dal protocollo, è stato avviato uno scavo preliminare con mezzi meccanici fino a circa 70 centimetri di profondità, proseguito poi manualmente per garantire la massima sicurezza.

Sul posto è intervenuto il direttore tecnico della Coeb, Fabrizio Comparini, che ha coordinato le operazioni. Una volta identificato l’ordigno – una bomba inglese di tipo Mk IV General Purpose da 250 libbre, normalmente caricata con TNT – sono state immediatamente allertate le forze dell’ordine. In breve tempo sono giunte sul posto pattuglie della polizia, vigili del fuoco e personale della croce rossa.

La valutazione tecnica dell’ordigno è stata quindi affidata all’esercito. Gli specialisti del 21° reggimento genio guastatori, unità appartenente alla brigata bersaglieri “Garibaldi” di Caserta, hanno effettuato un sopralluogo durato circa tre ore. I militari hanno adottato le prime misure di sicurezza, provvedendo a coprire la bomba con una cassa protettiva e a delimitare l’intera area.

Secondo le prime ipotesi, l’ordigno sarebbe stato sganciato da un bombardiere Lancaster della Raf durante le operazioni militari che precedettero lo sbarco alleato noto come operazione Avalanche.

Ora si attende il provvedimento della prefettura di Salerno che dovrà stabilire tempi e modalità dell’intervento di disinnesco o brillamento. In casi simili viene solitamente predisposta un’evacuazione in un raggio di circa un chilometro quadrato dall’area del ritrovamento.

Il calendario potrebbe dipendere anche dalla presenza delle due spolette di sicurezza tipiche di questo tipo di bombe. La prima data utile per l’intervento sarebbe domenica 22 marzo, ma la coincidenza con il primo giorno di referendum potrebbe far slittare le operazioni alla domenica successiva, il 29 marzo.

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