• Home
  • Inchieste
  • Bussentino in secca, l’appello: «Più tutela ai corsi d’acqua, spariscono specie animali»

Bussentino in secca, l’appello: «Più tutela ai corsi d’acqua, spariscono specie animali»

di Marianna Vallone

A rischio non solo l’ambiente, ma anche il patrimonio storico e culturale di un fiume, quasi sempre a secco, d’estate e d’inverno. Si tratta del rio Bussentino, affluente del Bussento, nel tratto in cui raggiunge Morigerati. Un luogo dalla straordinaria ricchezza, asciutto però anche nei periodi di pioggia. Il problema è a monte, ovvero la captazione delle acque per produrre energia elettrica. Da accordi presi, la società elettrica dovrebbe rilasciare il minimo deflusso vitale, che però lascia inesorabilmente a secco il fiume per buona parte dell’anno. A monte, nel territorio di Casaletto Spartano, con acque di categoria A, dà origine alle cascate dei Capelli di Venere. Il fiume Bussento, dal quale ha origine il Bussentino, nasce sul Cervati, sulla vetta più alta della Campania, a 1899 metri d’altezza, percorre la Vallivona e arriva a Caselle in Pittari. Da qui il percorso fino in mare, a Policastro. Prima sprofonda in una grotta per riaffiorare, dopo 5 chilometri, a Morigerati. Nel suo corso sotterraneo passa sotto il monte Pannello e finisce la sua corsa presso Torre dell’Oliva. Trentotto chilometri in totale, con gli affluenti, tra cui appunto il rio di Casaletto o Bussentino. Il problema, dunque, riguarda il cosiddetto minimo deflusso vitale, previsto dalla normativa vigente, e cioè l’acqua che deve essere rilasciata nell’alveo di un fiume e lago, sottoposto a captazione, in modo che non sia compromessa l’integrità biologica del corso d’acqua. É chiaro che la popolazione di esseri viventi dovrá adattarsi al minor apporto d’acqua. Come è chiaro che in tutti i casi non potrà essere soppresso. In alcuni punti l’acqua ristagna e alle volte sopravvivono piccoli pesci ma la situazione diventa più complicata per gli anfibi. Per i salmonidi la sopravvivenza è impossibile, si tratta di specie molto esigenti, in merito alle acque, che devono essere correnti e fortemente ossigenate. Assenti anche i gamberi di fiume. Il risultato dunque è di forte impatto ambientale. La situazione è stata denunciata, di recente, anche al Wwf con la richiesta di chiarimento e di un rapido intervento.

©

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
Tutti gli articoli di Marianna Vallone

© Giornale del Cilento - Gerenza

Iscrizione al Tribunale Vallo della Lucania n.580/2009 del 04.09.2019