Camerota, dubbi su bilancio consolidato: la denuncia dei gruppi minoranza

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Sollevati dubbi sul bilancio consolidato da parte dei gruppi consiliari “Misto”, “Camerota Riparte” e “Viva Camerota”, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco Mario Salvatore Scarpitta ed informato gli gli organi di controllo. I consiglieri comunali Francesco Calicchio e José Rafael Saturno, appartenenti al gruppo Misto consiliare del Comune di Camerota, Pierpaolo Guzzo e Vincenzo Del Gaudio, del gruppo Camerota Riparte, ed Orlando Laino, del gruppo Viva Camerota, hanno protocollato un’interrogazione con denuncia-segnalazione all’attenzione, tra gli altri, del sindaco di Camerota.

Si tratta, fanno sapere i consiglieri, di gravi fatti che hanno portato all’attenzione delle autorità.

«Al centro del dibattito politico degli ultimi anni – spiegano in una nota – c’è senz’altro la forte debitoria delle società partecipate dal Comune, che hanno gestito per molto tempo i pontili e i parcheggi comunali. Proprio tali società sono tra quelle escluse dal bilancio consolidato del Comune di Camerota, ossia il documento che fotografa, dando un’immagine d’insieme, la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’Ente e delle Società dallo stesso partecipate o controllate».

Ma veniamo ai fatti.

«È noto – sottolineano – che il Consiglio Comunale di Camerota ha ratificato il bilancio consolidato (esercizio 2018) nella seduta del 26.10.2019, con voto favorevole del “Gruppo Terradamare” e del “Gruppo Misto”. È altrettanto noto che, in quella seduta, il Responsabile del Settore Economico – Finanziario del Comune di Camerota ha ribadito la legittimità del bilancio proposto per la ratifica, stante l’irreperibilità dei dati relativi ai bilanci delle partecipate escluse».

E aggiungono: «Più di recente, nella seduta del Consiglio Comunale del 28.12.2019, con dichiarazione di voto del Consigliere Laino è stato reso noto che, diversamente da quanto affermato dal Responsabile del Settore Economico – Finanziario del Comune di Camerota nella seduta del 26.10.19, almeno i dati di bilancio relativi alla Calanca S.r.l. che, prima della messa in liquidazione, ha gestito i parcheggi del Comune di Camerota, erano nella disponibilità del Responsabile, dal momento che lo stesso era intervenuto proprio su delega del Sindaco all’Assemblea dei soci del 19.04.2019 di essa società, votando contro l’approvazione del bilancio».

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Poi sottolineano che «Sempre il 28.12.19, poi, il verbale dell’Assemblea dei soci è stato anche allegato ad una nota transitata sul protocollo dell’Ente».

Per i consiglieri «emerge dalla denuncia-segnalazione, dunque, che sia la Giunta (deliberazioni n. 169/2019 e n. 174/2019), sia il Consiglio Comunale (deliberazione n. 26/2019), hanno adottato provvedimenti illegittimi, non veritieri e/o erronei, dal momento che almeno il bilancio della Calanca S.r.l., “predisposto ai fini dell’approvazione”, era nella disponibilità del Responsabile del Settore Economico – Finanziario del Comune di Camerota e andava inserito nel bilancio consolidato dell’Ente».

E ancora: «Nel silenzio assordante di chi dovrebbe garantire trasparenza e legalità, – spiegano i consiglieri comunali – ci siamo visti costretti, quindi, ad interrogare formalmente il sindaco, nei modi previsti dal regolamento sul consiglio comunale, con contestuale denuncia – segnalazione alle Autorità».

In particolare, Calicchio, Saturno, Guzzo, Del Gaudio e Laino hanno interrogato Scarpitta per sapere se il responsabile del Settore Economico – Finanziario del Comune di Camerota l’avesse informato «su quanto accaduto nell’assemblea dei soci della Calanca S.r.l. e se l’avesse informato di essere venuto nella materiale disponibilità del bilancio d’esercizio 2018, predisposto ai fini dell’approvazione, chiedendogli, inoltre, se persiste il rapporto fiduciario con tale funzionario, da lui nominato con decreto n. 02 del 08.01.2018».

Infine, i consiglieri comunali hanno sporto formale denuncia – segnalazione alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, alla Corte dei Conti ed alla Prefettura, affinché accertino eventuali condotte rilevanti.

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