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6 Marzo 2026
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Campania: 8 marzo, da Trotula de Ruggiero a Clorinda Florenzano: le donne che hanno fatto la storia

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Campania: 8 marzo, da Trotula de Ruggiero a Clorinda Florenzano: le donne che hanno fatto la storia

In occasione della Giornata internazionale della donna, il Cilento, la provincia di Salerno e l’intera Campania ricordano alcune figure femminili che, nel corso dei secoli, hanno segnato con il loro contributo la storia culturale, scientifica e sociale del territorio. Dal Medioevo alle epoche più recenti, queste donne raccontano un percorso di impegno, conoscenza e dedizione che attraversa oltre mille anni di storia. Alle figure che menzioneremo si aggiungono certamente molte altre donne che hanno dato un contributo importante, ma per questa ricognizione si è scelto di ricordare alcune figure simboliche, rappresentative dei secoli e dei diversi ambiti in cui le donne hanno lasciato un segno significativo: dalla scienza medievale, alla cultura contadina, fino all’impegno civico e alla memoria storica.

Fra le più famose figura Trotula de Ruggiero, vissuta a Salerno nel XII secolo. Considerata una delle prime donne medico in Europa, Trotula fu docente e clinica della celebre Scuola Medica Salernitana, istituzione pionieristica per l’educazione scientifica femminile nel Medioevo. La sua opera sulla medicina delle donne costituisce un pilastro della ginecologia e dell’ostetricia premoderna, e le sue teorie sull’igiene e la salute anticiparono temi oggi riconosciuti come fondamentali nella prevenzione sanitaria.

Sempre nelle stesse comunità di sapere fiorirono altre figure mediche di rilievo, come Abella di Salerno, che nel XIV secolo si distinse nell’insegnamento medico e nella pubblicazione di trattati scientifici, e Costanza Calenda, citata tra le “Mulieres Salernitanae” per il suo ruolo nella medicina rinascimentale. Accanto a loro, Rebecca Guarna e Mercuriade sono ricordate per gli studi su febbri, urina ed embriologia, testimonianza della presenza femminile nelle scienze mediche del tempo.

Facendo un salto temporale ai moti dell’Ottocento merita menzione Alessandrina, donna cilentana di grande valore sociale, di cui ha scritto Mariella Marchetti nel suo libro edito da Galzerano. Alessandrina Tambasco, di Montano Antilia, è ricordata per aver partecipato alla rivolta del Cilento del 1828. Condannata a dieci anni di carcere, scontò la pena con dignità: il marito morì in prigione e il fratello fu fucilato. Alessandrina rappresenta un simbolo di coraggio, emancipazione e riscatto delle donne cilentane.

In epoca moderna, a Morigerati, spicca la figura di Clorinda Florenzano (1922‑2018), pioniera insieme alla sorella Modestina, della valorizzazione delle tradizioni locali. Insegnante e appassionata di cultura contadina, fondò a Morigerati il Museo etnografico della civiltà contadina, raccogliendo testimonianze della vita rurale e promuovendo la conoscenza del patrimonio culturale del territorio.

Tra le figure più recenti, la docente e studiosa Rosa Maria Grillo, originaria di Ogliastro Cilento, si è affermata a livello accademico come esperta di lingua e letterature ispanoamericane. Dirige riviste e collane editoriali, contribuendo alla promozione degli studi umanistici e alla diffusione del pensiero letterario a livello internazionale.

Un altro simbolo della devozione civica legata alle donne locali è Serafina Apicella, la rivoluzionaria cetarese, protagonista del Risorgimento e arrestata per la sua partecipazione ai moti popolari dell’Ottocento; la sua memoria è stata celebrata nelle intitolazioni di vie a Cetara per ricordare il suo ruolo nella lotta per la libertà.

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