18 Febbraio 2026
18 Febbraio 2026

Cane morde persona: responsabilità del proprietario anche se slegato e senza vaccini

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Cane morde persona: responsabilità del proprietario anche se slegato e senza vaccini

Una persona morsa da un cane di proprietà che si trova slegato e senza i vaccini obbligatori non può considerarsi immunizzata da impatti legali. Secondo il diritto italiano, chi detiene un animale domestico è soggetto a responsabilità civile – e in alcuni casi anche penale – qualora l’animale provochi danni o lesioni a terzi.

Il fulcro normativo è l’articolo 2052 del Codice Civile, che stabilisce: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. In pratica, la legge presume automaticamente che il proprietario risponda dei danni causati dal proprio cane – anche se questi scappa o non è sotto controllo – a meno che non dimostri che l’evento è realmente imprevedibile e inevitabile.

In termini pratici, se un cane morde una persona mentre è libero o fuori controllo, il proprietario dovrà risarcire le spese mediche, i danni morali e altri eventuali pregiudizi subiti dalla vittima, indipendentemente dal fatto che l’animale fosse vaccinato o meno. La mancanza di vaccinazioni, oltre a rappresentare un potenziale rischio sanitario (per esempio per malattie prevenibili), può infatti aggravare la percezione di negligenza nella gestione dell’animale, anche se non costituisce di per sé un elemento che esonera dalla responsabilità civile.

Dal punto di vista penale, la responsabilità del proprietario può assumere rilievo qualora l’incidente sia conseguenza di negligenza grave o inosservanza delle norme di custodia e controllo dell’animale. In tali casi, il proprietario può essere perseguito per lesioni personali colpose ai sensi dell’articolo 590 del Codice Penale, qualora la vittima riporti lesioni di una certa gravità dovute all’aggressione. Recenti pronunce della Corte di Cassazione hanno ribadito l’obbligo del proprietario di adottare “ogni cautela necessaria” per prevenire aggressioni, come l’uso del guinzaglio e della museruola in luoghi pubblici e il controllo diretto dell’animale.

Inoltre, la responsabilità non è limitata al proprietario: anche chi ha in custodia l’animale – come un dog‑sitter o un convivente – può rispondere civilmente e penalmente se l’incidente avviene sotto la sua supervisione.

Per chi subisce la morsicatura, l’azione consigliata è denunciare l’accaduto alle autorità competenti e richiedere la documentazione medica delle lesioni, elementi fondamentali per la richiesta di risarcimento. Sul fronte della prevenzione, l’adozione di misure di controllo responsabile – guinzaglio, addestramento, museruola quando richiesto – rimane la principale raccomandazione per ridurre il rischio di incidenti e le relative conseguenze legali.

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