Da circa un mese non può frequentare le lezioni perché manca l’assistente di base necessario a garantirle un accesso sicuro alla scuola. È la situazione denunciata dalla famiglia di Giuliana, una ragazza di 16 anni con disabilità, iscritta alla terza classe della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Capaccio “Carducci”, nel plesso di Capaccio Capoluogo.
La vicenda è stata resa pubblica dal padre, Giuseppe, attraverso un intervento sui social. Alla sua denuncia si sono aggiunti i genitori e gli alunni della classe, che hanno inviato una nota per chiedere l’immediata attivazione del servizio di assistenza.
La ragazza, che compirà 17 anni domenica 11 ottobre, è rimasta a casa dall’inizio dell’anno scolastico. Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’assenza dell’assistente impedisce di garantirle le condizioni necessarie per partecipare alle attività didattiche.
La denuncia dei compagni: «Giuliana è a casa»
Nella nota diffusa dai genitori e dagli studenti viene denunciata quella che viene considerata una grave lesione del diritto allo studio e all’inclusione.
«Giuliana è a casa. Negata l’assistenza di base», si legge nel documento, nel quale viene richiamata la legge 104 del 1992.
Secondo i firmatari, alla studentessa non sarebbe stato assegnato l’operatore necessario a garantire l’assistenza igienico-personale e di base, né la figura di assistenza all’autonomia e alla comunicazione indicata nella denuncia.
I compagni e le famiglie ritengono inaccettabile che la ragazza sia costretta a rimanere lontana dalla scuola per la mancata attivazione di un servizio ritenuto indispensabile.
La richiesta rivolta agli uffici competenti è quella di intervenire immediatamente per consentire a Giuliana di tornare in classe.
«La scuola è di tutti o non è scuola!», conclude la nota, che esprime piena solidarietà alla studentessa e alla sua famiglia.
Il padre: «Comune e scuola si rimpallano le competenze»
Il padre Giuseppe ha ricostruito pubblicamente i tentativi compiuti per risolvere il problema.
L’uomo ha spiegato di essersi rivolto inizialmente alla Paistom, che negli anni precedenti si era occupata dell’assistenza alla figlia. Dalla struttura avrebbe ricevuto una risposta negativa, motivata da ragioni statutarie, con l’indicazione di rivolgersi all’ufficio comunale della Pubblica istruzione.
Secondo il racconto del genitore, l’ufficio avrebbe sostenuto che la nomina dell’assistente fosse di competenza della scuola.
Giuseppe si è quindi rivolto a uno dei subcommissari presenti nella sede comunale, che ha contattato gli uffici per ottenere chiarimenti.
Il confronto, tuttavia, non avrebbe prodotto una soluzione. Il padre riferisce che il Comune avrebbe richiamato una circolare ministeriale per attribuire la competenza all’istituzione scolastica, mentre la scuola avrebbe sostenuto l’interpretazione opposta.
Nel racconto del genitore compaiono riferimenti a una circolare del 2001 e successivamente del 2021, senza che sia stato chiarito quale disposizione sia stata effettivamente presa in esame.
Il risultato, denuncia la famiglia, è che dopo circa un mese dall’inizio delle lezioni Giuliana continua a non frequentare la scuola.
Il padre ha ricordato anche le difficoltà sanitarie affrontate dalla figlia, spiegando che, tra un ricovero e l’altro, la ragazza desidera soprattutto stare con i compagni e partecipare alle attività scolastiche.
La mobilitazione dei genitori e degli studenti punta ora a ottenere una risposta concreta dagli enti coinvolti.
La vicenda assume un significato particolare alla vigilia del diciassettesimo compleanno di Giuliana, che la famiglia e i compagni sperano possa tornare presto a condividere la quotidianità scolastica.












