Si conclude anticipatamente l’esperienza amministrativa del sindaco Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum. La crisi è maturata da tempo e si è conclusa con la sottoscrizione davanti a un notaio delle dichiarazioni di nove consiglieri comunali, atto che determina l’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio.
Tra le questioni finanziarie affrontate dall’amministrazione negli ultimi mesi figura anche la complessa controversia relativa agli espropri dei terreni riconducibili agli eredi D’Alessio e agli interventi di edilizia residenziale pubblica realizzati attraverso Iacp Futura.
Si tratta di una vicenda giudiziaria risalente a oltre vent’anni fa e che ha prodotto, nel tempo, una significativa esposizione finanziaria per il Comune, un contenzioso relativo all’indennità di espropriazione delle aree interessate.
Una pronuncia della Corte d’Appello del 2022 avrebbe quantificato le somme dovute in circa 14 milioni di euro. Il Comune, all’epoca guidato da Franco Alfieri, avrebbe successivamente proposto ricorso in Corte d’Appello. L’esito del giudizio,però, non risulta ancora definito.
Nel frattempo, gli interessi maturati nel corso degli anni avrebbero portato l’esposizione complessiva a una cifra indicata in circa 23 milioni di euro.
La trattativa
La ricerca di una soluzione transattiva è stata portata avanti nel corso dell’ultimo anno. Dal 2025 si sarebbero svolti diversi incontri, con l’obiettivo di individuare una soluzione che consentisse all’ente di definire la controversia e, contestualmente, contenere l’impatto finanziario.
Nel corso delle interlocuzioni, lo schema dell’accordo sarebbe stato oggetto di modifiche e approfondimenti richiesti dalle parti. La trattativa si sarebbe protratta per diversi mesi, fino alla definizione di una proposta sottoposta al Consiglio comunale.
Il sindaco Paolino, che aveva ereditato la questione dalla precedente amministrazione, avrebbe seguito il percorso negoziale insieme agli uffici e agli altri soggetti coinvolti. Il suo impegno nella trattativa si sarebbe concretizzato in più incontri con la controparte.
L’accordo era stato inserito all’ordine del giorno di precedenti sedute del Consiglio comunale, senza arrivare all’approvazione. Il 21 agosto, invece, il Consiglio è tornato a esaminare la questione.
Nella seduta del 21 agosto, tra gli argomenti all’ordine del giorno figurava al quarto punto lo schema di accordo transattivo. La seduta si è svolta senza la presenza del sindaco, sebbene il Consiglio abbia comunque proceduto alla discussione del provvedimento, che è stato approvato con otto voti favorevoli e uno contrario.
La proposta approvata prevederebbe un esborso complessivo di circa 8,3 milioni di euro, con pagamento articolato nell’arco di cinque anni. La cifra indicata nell’accordo sarebbe quindi significativamente inferiore rispetto all’esposizione complessiva maturata nel contenzioso, quantificata in circa 23 milioni di euro.
La caduta dell’amministrazione Paolino è infatti maturata sul piano politico e finanziario in relazione agli equilibri dell’ente. Nel Consiglio del 21 agosto era previsto anche l’esame dell’assestamento generale di bilancio e della salvaguardia degli equilibri per il 2026. La mancata approvazione dei provvedimenti relativi agli equilibri finanziari ha contribuito a determinare il quadro che ha preceduto la fine anticipata della consiliatura, mentre parallelamente si è consumata la rottura tra il sindaco e una parte del Consiglio comunale.












