28 Gennaio 2026

Castelnuovo Cilento, polemica politica: sindaco D’Aiuto replica ai consiglieri

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Castelnuovo Cilento, polemica politica: sindaco D’Aiuto replica ai consiglieri

Una nuova pagina di dibattito politico si apre a Castelnuovo Cilento, dove la polemica tra il sindaco Gianluca D’Aiuto e alcuni consiglieri di maggioranza si intensifica. Al centro della discussione, la decisione del primo cittadino di revocare le deleghe al consigliere Antonio Giglio, una mossa che ha scatenato la reazione non solo di Giglio stesso, ma anche del capogruppo di maggioranza Gennaro Morinelli.

La genesi della controversia

La vicenda trae origine dalla partecipazione del consigliere Antonio Giglio a un evento presso l’Istituto Ancel Keys, seguita dalla pubblicazione di un post sui social media. Questa iniziativa, percepita dal sindaco come una partecipazione “in autonomia”, ha portato alla revoca delle deleghe, con la motivazione di una rottura del rapporto di “fiducia”.

La decisione non è stata accolta favorevolmente. Il consigliere Giglio ha espresso il suo disappunto, affiancato dal capogruppo Gennaro Morinelli, il quale ha dichiarato: «Le deleghe sono uno strumento serio e non possono diventare un mezzo per punire chi partecipa alla vita della città o porta contributi concreti. Questo metodo è ingiusto e mette a rischio il rapporto tra istituzioni e cittadini».

La ferma replica del sindaco Gianluca D’Aiuto

In risposta alle critiche, il sindaco Gianluca D’Aiuto ha fornito la sua versione dei fatti, sottolineando la sua visione della politica come «partecipazione, impegno, rispetto degli altri e rispetto delle decisioni democraticamente assunte. È un lavoro collettivo, che richiede coerenza, responsabilità e la capacità di riconoscere il valore delle scelte condivise».

Il primo cittadino ha poi delineato un quadro di crescente disallineamento all’interno della maggioranza. Secondo D’Aiuto, da un certo momento in poi, i consiglieri Antonio Giglio e Gennaro Morinelli avrebbero iniziato a ostacolare l’attività amministrativa, adottando un atteggiamento più simile a quello di una minoranza che a quello di una squadra di governo. «Le numerose comunicazioni inviate negli ultimi mesi, spesso in contrasto con le linee condivise, hanno più volte evidenziato una modalità di esercizio del ruolo non coerente con quello di un consigliere di maggioranza», ha affermato il sindaco.

Autonomia vs. coordinamento: il nodo della questione

Il cuore della polemica, per il sindaco, risiede nella concezione dell’autonomia amministrativa. «Un amministratore non può agire in totale autonomia, ignorando deleghe, ruoli e responsabilità: questo non è spirito di collaborazione, ma una forma di individualismo che mina il funzionamento dell’ente», ha spiegato D’Aiuto.

A riprova di tale impostazione, il sindaco ha citato l’episodio specifico della delega alla scuola. Nonostante fosse stata assegnata a un altro consigliere, il consigliere Giglio avrebbe svolto attività istituzionale in quell’ambito senza alcun coordinamento, creando difficoltà all’amministrazione e mancando di rispetto al consigliere delegato.

La revoca delle deleghe, ha chiarito D’Aiuto, è stata una conseguenza inevitabile di questa dinamica: «Quando viene meno il rispetto dei ruoli, viene meno anche il vincolo fiduciario che regge una squadra amministrativa. Per questo motivo è stata disposta la revoca delle deleghe al consigliere comunale». Il sindaco ha inoltre sottolineato che tale decisione restituisce «piena libertà politica« a chi la riceve, non comprendendo come possa essere interpretata negativamente da chi rivendica autonomia.

«Se “autonomia” significa agire senza regole, senza confronto e senza rispetto delle decisioni collegiali, allora non posso condividerne il significato», ha concluso il sindaco. L’amministrazione e la maggioranza, pur in questa fase di attrito, restano aperte ad accogliere ogni iniziativa utile al bene pubblico, purché nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità istituzionali.

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