4 Gennaio 2026

“Chi non esulta non conosce la dittatura”: la voce dei venezuelani in provincia di Salerno

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“Chi non esulta non conosce la dittatura”: la voce dei venezuelani in provincia di Salerno

La notizia della cattura di Nicolás Maduro ha acceso reazioni contrastanti anche in provincia di Salerno, dove vive una comunità venezuelana piccola ma profondamente radicata. Tra chi ha accolto l’evento con entusiasmo c’è Franklin Mora, ristoratore trentenne originario del Venezuela e residente da 13 anni in Italia, a Montecorvino Rovella.

«Finalmente Maduro non potrà più fare del male al mio popolo», racconta. «Chi non è felice probabilmente non ha mai vissuto una dittatura».

Storie di migrazione e sacrifici

Nel Salernitano vivono 483 cittadini venezuelani: un numero contenuto, ma significativo in un territorio dove gli stranieri rappresentano circa il 5,2% della popolazione. Molti di loro sono arrivati in Italia dopo anni di privazioni, senza beni essenziali, con un sistema elettrico instabile e servizi ridotti al minimo.

Franklin, ex calciatore, oggi gestisce il ristorante La Familia a Bellizzi, dove lavora insieme alla moglie italiana. «Qui la luce te la tolgono solo se non paghi la bolletta», osserva amaramente, descrivendo la normalità negata nel suo Paese d’origine.

Tra speranza e realismo

Dopo l’operazione americana, le ore successive sono state scandite da telefonate continue con i familiari rimasti in Venezuela. «Sono felici anche loro», racconta Franklin. «Maduro aveva ormai il controllo totale del Paese. Ora speriamo di poter tornare a sorridere».

Pur non nascondendo una lettura lucida dell’intervento statunitense, legato anche a interessi economici come il petrolio, Franklin guarda avanti: «Oggi sono felice perché Maduro non c’è più. La speranza è tornare a vivere in un Paese libero e democratico».

Per molti venezuelani emigrati, l’Italia è diventata una seconda casa. «Mi sento italiano a tutti gli effetti», conclude. «Le culture sembrano simili, ma in realtà sono molto diverse. Per noi, però, la vita resta una festa anche nei momenti difficili».

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