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14 Marzo 2026
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Cilentana, errori e ritardi che possono costare cari al turismo: il caso riaccende l’allarme viabilità

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Cilentana, errori e ritardi che possono costare cari al turismo: il caso riaccende l’allarme viabilità

Il cedimento del corpo stradale lungo la Cilentana, in località Massicelle di Montano Antilia, non è più soltanto una questione tecnica. Sta diventando, giorno dopo giorno, il simbolo di una fragilità che rischia di presentare un conto pesante all’intero territorio cilentano, proprio mentre si avvicinano i primi veri banchi di prova della stagione turistica.

Perché se da un lato Anas ha avviato sondaggi e approfondimenti tecnici sul tratto al km 149,100, dove è stato istituito il senso unico alternato, dall’altro resta una domanda che pesa più di tutte: quanto costeranno al Cilento gli errori che hanno portato a questa situazione?

Dai primi accertamenti è emerso che il fenomeno di dissesto si sarebbe verificato in concomitanza con lavori privati per la realizzazione di un capannone industriale a ridosso della sede stradale. Secondo quanto riferito, durante l’intervento non sarebbero state predisposte le necessarie opere di protezione preliminari allo scavo, indispensabili per non alterare l’equilibrio geologico e geotecnico dell’area. Un passaggio che, se confermato in tutte le sedi, trasformerebbe una criticità annunciata in una vicenda ancora più grave: perché a pagare il prezzo di errori di calcolo o sottovalutazioni non sarebbe solo un cantiere, ma un’intera area a vocazione turistica.

La Cilentana è infatti la direttrice principale verso alcune delle mete più conosciute del sud Italia, da Palinuro a Marina di Camerota, passando per Pisciotta e per altre località che vivono in larga parte di flussi turistici. È questa la strada che, con l’arrivo della primavera, torna a caricarsi di auto, pullman, famiglie e visitatori diretti verso la costa.

E il primo test è già dietro l’angolo. Pasqua rischia di essere il momento in cui i disagi diventeranno evidenti a tutti: traffico rallentato, code, tempi di percorrenza più lunghi e inevitabili ripercussioni per chi ha scelto il Cilento per un weekend o per i primi giorni di vacanza. Ma la preoccupazione più grande guarda oltre. Perché il timore diffuso è che il problema non possa essere risolto prima dell’estate.

Se così fosse, il rischio concreto è quello di trascinarsi questa nuova emergenza per mesi, dentro la stagione più importante per l’economia locale. Una prospettiva che allarma operatori, strutture ricettive, ristoratori e commercianti, già costretti da anni a fare i conti con una viabilità spesso fragile, tra restringimenti, cantieri, rallentamenti e interruzioni lungo l’asse che porta nel basso Cilento.

La vicenda di Massicelle, allora, diventa qualcosa di più di una notizia di cronaca stradale. Diventa una questione che tocca direttamente il futuro immediato del territorio. Perché quando una strada strategica si blocca o rallenta, a fermarsi non sono solo le auto: rallentano le prenotazioni, si complicano gli arrivi, cresce l’incertezza e si incrina l’immagine di una destinazione che ogni anno prova a presentarsi sul mercato nazionale e internazionale come una meta accogliente e facilmente raggiungibile.

In questa fase, il punto non è soltanto individuare le responsabilità o progettare il ripristino. Il punto è capire in quanto tempo si riuscirà a mettere in sicurezza uno snodo fondamentale per il Cilento. Perché il danno, stavolta, rischia di non misurarsi soltanto in termini tecnici o economici per chi dovrà sostenere le spese dei lavori, ma anche in termini di opportunità perse per un territorio che si prepara, ancora una volta, alla sua stagione decisiva.

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