Cilento, bracconieri a caccia dei gusci delle tartarughe spiaggiate

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Il carapace di una tartaruga sequestrato in un negozio di Bari, esempio del commercio illegale

Una tartaruga Caretta Caretta era stata ritrovata morta nel pomeriggio di martedì sul litorale di Capaccio Paestum, in località Licinella. La carcassa era stata avvistata e fotografata da una persona del posto che ha immediatamente avvisato le autorità competenti. Il corpo privo di vita dell’animale però è sparito prima che potesse essere recuperato. Accadono spesso episodi analoghi lungo il litorale Cilentano. I bracconieri vanno a caccia dei carapaci delle tartarughe e li fanno sparire prima dell’arrivo della capitaneria di porto e dei biologi marini. «Ci sono diversi metodi e procedure per ottenere in modo rapido il carapace pulito – spiega chi conosce questa problematica che attanaglia da anni il territorio – c’è chi scava una buca nel terreno e ci sotterra l’animale privo di vita. Poi, dopo qualche mese, tira fuori il guscio e lo pulisce con prodotti chimici per rimuovere le ultime parti  della pelle. Un altro metodo – continua l’esperto che preferisce restare anonimo ai nostri microfoni – è quello di aiutarsi con degli arnesi per separare velocemente il corpo della tartaruga da quello che erroneamente viene definito ‘guscio’. Poi, armati di guanti e protezioni, si aiutano con l’acido per pulirlo per bene e dopo passano addirittura a lucidarlo con altri prodotti, sempre chimici».

La Caretta Caretta è in via d’estinzione. Si tratta quindi di una specie protetta da normative internazionali, comunitarie e nazionali. Sia il commercio del carapace che la detenzione comportano sanzioni a carattere sia penale che amministrativo, con annessa denuncia all’autorità giudiziaria. C’è chi possiede ‘gusci’ legali in casa ma il possesso, in questo caso, deve essere legittimato da apposita documentazione. 

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