Cilento, terra di tartarughe: ora c’è un accordo per proteggerle

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Romano Gregorio, Tommaso Pellegrino, Sandra Hochscheid e Andrea Affuso questa mattina nella sede del Parco

«Dal 2012 in poi abbiamo un aumento delle nidificazioni marine in Campania. In molte zone si tratta di nidi occasionali, il Cilento è invece zona di priorità di assoluta protezione perché il 50 per cento delle tartarughe nidifica in questo territorio. Con le nostre ricerche stiamo cercando di capire perché questo territorio sia così favorevole. Allo stesso modo stiamo studiando questo animale straordinario. Lavoro da 22 anni con le tartarughe ma per me la nidificazione è sempre una grande emozione». A dirlo è Sandra Hochscheid, responsabile del centro ricerche della stazione zoologica ‘Anton Dohrn’ di Napoli, presente stamattina nella sede del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni per firmare l’importante accordo con l’ente Parco per la tutela di uno dei protagonisti del mare del Cilento, la tartaruga marina Caretta Caretta.

L’accordo è stato stretto questa presso la sede del Parco a Vallo della Lucania. Il progetto, che durerà tre anni, prevede l’attivazione di una serie di azioni di conservazione e di sensibilizzazione nel Parco e sulle sue coste, unici siti di riproduzione regolare della tartaruga marina comune oggi presente nel Mediterraneo occidentale. Tre gli obiettivi specifici della collaborazione: proteggere tutti i nidi di tartaruga marina deposti nel Cilento, aumentando il numero di neonati che raggiungono in sicurezza il mare; studiare i diversi aspetti di questo importante fenomeno in ogni processo; incrementare il livello di sensibilizzazione e di conoscenza. Presente alla conferenza stampa anche Andrea Affuso, direttore sanitario del centro ricerche, il direttore del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Romano Gregorio e il presidente Tommaso Pellegrino, che punta molto sul protocollo con la stazione zoologica ‘Anton Dohrn’. «Questo fenomeno dimostra la qualità e il valore del nostro territorio, ecco perché il Parco non può non essere sensibile – ha spiegato Pellegrino -. La stazione zoologica dell’acquario di Napoli lavora instancabilmente da anni per la loro tutela. Questo nostro protocollo mira alla tutela dalla nidificazione alla nascita, agli studi scientifici, ad un’ampia campagna di sensibilizzazione. Il Parco – conclude il presidente – è assolutamente attento a questi temi di grande pregio ambientale».

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