Il nuovo anno si apre all’insegna della tensione per il Comune di Centola. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando una situazione definita senza mezzi termini «grave e perdurante», ormai arrivata a un punto di rottura.
Da mesi, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, il personale comunale opera in una condizione di forte incertezza economica e gestionale, con ricadute evidenti sia sui dipendenti sia sulla qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.
Stipendi e indennità al centro della protesta
Tra le principali criticità segnalate figurano il mancato pagamento di parti degli stipendi, delle indennità e delle somme legate alle performance degli anni 2023 e 2024. Vengono inoltre segnalate ore di lavoro non retribuite, in particolare per gli operatori della polizia municipale, e il blocco di diritti economici già maturati.
Secondo i sindacati, l’assenza di certezze sulle spettanze future sta generando demotivazione, squilibri interni e disagi crescenti nell’erogazione dei servizi pubblici.
Accuse di assenza istituzionale
Nonostante lettere, solleciti e ripetute richieste di incontro, dall’amministrazione comunale non sarebbe arrivata alcuna risposta concreta. Un silenzio che ha spinto le sigle sindacali a chiedere l’intervento della Prefettura, nel tentativo di riaprire un confronto rimasto finora solo sulla carta.
Particolarmente duro il commento di Alfonso Rianna, Fp Cgil Salerno: «L’assenza sistematica della parte pubblica ai tavoli di confronto è un fatto gravissimo. Si mortificano i lavoratori e si compromette la qualità dei servizi».
L’episodio che ha segnato la rottura definitiva è la mancata partecipazione dell’amministrazione all’incontro convocato in Prefettura il 5 dicembre, seguita da un ulteriore tavolo il 30 dicembre, al quale nessun rappresentante politico o dirigenziale si è presentato. Una delega conferita a un professionista esterno è stata definita dai sindacati «una scelta mai vista».
Contratti e relazioni azzerate
Fp Cgil e Csa hanno inoltre annunciato di non aver sottoscritto il contratto del fondo salario accessorio, denunciando relazioni sindacali «pari a zero». «Siamo di fronte a una mancanza di rispetto istituzionale», concludono le sigle, annunciando nuove iniziative di mobilitazione.


