5 Gennaio 2026

Dalla produzione al customer service: l’intelligenza artificiale entra nei processi aziendali

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Dalla produzione al customer service: l’intelligenza artificiale entra nei processi aziendali

L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una realtà già ampiamente integrata nei processi aziendali. Secondo i più recenti rapporti dell’OCSE e della Commissione Europea, l’IA rappresenta oggi uno dei principali fattori di crescita della produttività, soprattutto nei settori manifatturiero, logistico, finanziario e dei servizi.

Nelle aziende, l’intelligenza artificiale viene utilizzata innanzitutto per analizzare grandi quantità di dati in tempi rapidissimi. Attraverso algoritmi di machine learning, le imprese riescono a prevedere l’andamento della domanda, ottimizzare la gestione delle scorte e ridurre sprechi e costi operativi. Un ambito particolarmente sviluppato è quello della manutenzione predittiva, dove i sistemi di IA segnalano in anticipo possibili guasti agli impianti, evitando fermi produttivi e interventi urgenti.

Un altro settore chiave è quello delle risorse umane. Strumenti basati su intelligenza artificiale vengono impiegati per lo screening dei curricula, l’analisi delle competenze e la pianificazione dei percorsi formativi. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, oltre il 60% delle grandi aziende italiane utilizza soluzioni di IA anche per migliorare il benessere organizzativo e ridurre il turnover.

Nel campo del customer service, chatbot e assistenti virtuali certificati sono ormai diffusi: rispondono alle richieste più frequenti, operano 24 ore su 24 e alleggeriscono il lavoro degli operatori umani, che possono concentrarsi sui casi più complessi. Studi di McKinsey & Company indicano che l’automazione intelligente dei servizi al cliente può ridurre i tempi di risposta fino al 40%, migliorando al contempo la soddisfazione degli utenti.

Fondamentale è anche l’impiego dell’IA nel controllo qualità e nella sicurezza. Sistemi di visione artificiale individuano difetti di produzione invisibili all’occhio umano, mentre algoritmi certificati aiutano a prevenire frodi finanziarie e violazioni informatiche, rafforzando la protezione dei dati sensibili.

Tuttavia, la diffusione dell’intelligenza artificiale pone anche questioni etiche e normative. Per questo l’Unione Europea ha introdotto l’AI Act, il primo quadro normativo al mondo pensato per garantire un uso sicuro, trasparente e responsabile dell’IA, soprattutto nei contesti lavorativi. Le aziende sono chiamate a utilizzare sistemi affidabili, tracciabili e rispettosi dei diritti dei lavoratori e dei consumatori.

In definitiva, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica le capacità. Le imprese che la adottano in modo consapevole e regolamentato riescono a essere più efficienti, competitive e sostenibili, dimostrando che l’innovazione tecnologica, se governata, può diventare una leva concreta di sviluppo economico e sociale.

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