L’ex governatore della Campania Vincenzo De Luca è intervenuto a Salerno, durante la presentazione del libro «Quando Salerno era socialista» di Gaetano Amatruda, per esprimere la sua posizione in merito al referendum sulla giustizia. De Luca ha sottolineato la necessità di un punto di equilibrio, affermando che in un paese democratico «non può esistere un potere privo di responsabilità», e che anche i magistrati che sbagliano devono pagare. L’ex governatore ha altresì evidenziato la «vergogna della carcerazione preventiva», criticando l’inerzia della sinistra sul tema.
La responsabilità dei magistrati: un equilibrio delicato
De Luca ha chiarito che la questione non è semplice. Pur riconoscendo la specificità della funzione del magistrato e l’importanza dell’autogoverno della magistratura, ha ribadito che ciò non può tradursi in un’assoluta immunità. Se da un lato è fondamentale che i magistrati non operino nella paura, soprattutto in contesti difficili come le zone di camorra o mafia, dall’altro lato, chi commette «errori gravi» non può continuare a esercitare la funzione giudicante.
«La sanzione», ha dichiarato De Luca, «è essenziale. Non ci può essere nessuna immunità per nessuno». Questo principio, a suo dire, deve coesistere con la tutela dell’indipendenza della magistratura, trovando un bilanciamento che garantisca sia l’efficacia dell’azione giudiziaria sia la responsabilità individuale.
La «vergogna» della carcerazione preventiva e la libertà umana
Un altro tema centrale dell’intervento di De Luca è stato quello della carcerazione preventiva, da lui definita una «vergogna» che incide profondamente sulla libertà degli esseri umani. L’ex governatore ha enfatizzato che la libertà rappresenta il valore più alto in una democrazia e può essere limitata solo per ragioni straordinariamente gravi.
De Luca ha espresso forte critica verso la pratica di privare della libertà individui sulla base di semplici «ipotesi» di reato, talvolta anche per presunti illeciti amministrativi, e questo ancor prima di un pronunciamento di primo grado. Ha descritto una realtà in cui «è gente che viene sbattuta in galera e sostanzialmente uccisa nella sua vita, nel suo lavoro, nella sua famiglia», evidenziando le drammatiche conseguenze sociali e personali di tale provvedimento.
L’appello alla sinistra e la necessità di affrontare il problema
L’intervento si è concluso con un severo richiamo alla sinistra, accusata da De Luca di non aver affrontato adeguatamente il problema della carcerazione preventiva. «La responsabilità della sinistra», ha affermato, «è di non aver detto una parola, di non aver fatto un gesto per risolvere questo problema».
De Luca ha ribadito che questa questione «rimane aperto e va affrontato» con determinazione, suggerendo l’urgenza di un impegno politico concreto per riformare il sistema e garantire una maggiore tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Il suo appello mira a stimolare una riflessione profonda sulla giustizia e sul suo impatto sulla vita delle persone.











