12 Febbraio 2026
12 Febbraio 2026

Dieta chetogenica, tra moda e scienza: come funziona davvero, quali sono pro e contro

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Dieta chetogenica, tra moda e scienza: come funziona davvero, quali sono pro e contro

Negli ultimi anni è diventata una delle parole più cercate quando si parla di dimagrimento e benessere: dieta chetogenica. Sui social viene raccontata come soluzione rapida per perdere peso, ridurre la fame e “riattivare” il metabolismo. Ma cosa c’è di scientificamente fondato dietro questa strategia alimentare? E quali sono i rischi di un approccio fai-da-te?

Come funziona la dieta chetogenica

La dieta chetogenica (o “keto”) si basa su una drastica riduzione dei carboidrati e su un aumento significativo dei grassi, con un apporto proteico moderato. In genere la ripartizione calorica prevede:

  • 70-75% di grassi
  • 20-25% di proteine
  • 5-10% di carboidrati

Riducendo fortemente pane, pasta, riso, zuccheri e gran parte della frutta, l’organismo esaurisce le riserve di glucosio e inizia a produrre corpi chetonici a partire dai grassi. Questo stato metabolico, chiamato chetosi, porta il corpo a utilizzare i lipidi come principale fonte di energia.

È un meccanismo fisiologico noto da tempo in medicina: la dieta chetogenica nasce infatti in ambito clinico, negli anni ’20, come trattamento per alcune forme di epilessia farmacoresistente.

I benefici documentati

Sul fronte scientifico, alcune evidenze sono solide, soprattutto nel breve periodo.

Perdita di peso
La chetogenica può favorire un calo ponderale rapido, legato inizialmente anche alla perdita di liquidi. La riduzione dei carboidrati tende a diminuire l’appetito e a stabilizzare la glicemia, facilitando l’aderenza alla dieta nelle prime settimane.

Controllo glicemico
In soggetti con insulino-resistenza o diabete di tipo 2, una dieta a basso contenuto di carboidrati può migliorare il controllo della glicemia, sempre sotto supervisione medica.

Riduzione dei trigliceridi
Alcuni studi mostrano un miglioramento dei trigliceridi e un aumento del colesterolo HDL (“buono”), anche se l’effetto sul colesterolo LDL è variabile.

Tuttavia, la maggior parte dei dati riguarda periodi di osservazione medio-brevi. Sul lungo termine, le evidenze sono meno uniformi.

I rischi e i limiti

Se seguita senza controllo medico, la dieta chetogenica può comportare criticità.

Effetti collaterali iniziali
Nei primi giorni può comparire la cosiddetta “keto flu”: mal di testa, stanchezza, nausea, irritabilità, legati all’adattamento metabolico.

Squilibri nutrizionali
L’eliminazione o la drastica riduzione di interi gruppi alimentari può comportare carenze di fibre, vitamine e sali minerali, se il piano alimentare non è ben strutturato.

Sovraccarico renale o epatico
In persone con patologie pregresse a carico di reni o fegato, l’aumento di proteine e grassi può rappresentare un rischio.

Sostenibilità nel tempo
La forte restrizione dei carboidrati rende la dieta difficile da mantenere a lungo. Molti soggetti, dopo una fase iniziale di entusiasmo, tornano alle abitudini precedenti con possibile effetto “yo-yo”.

Moda o strategia terapeutica?

Il successo mediatico della chetogenica è legato alla promessa di risultati rapidi e visibili. In un contesto in cui la ricerca del corpo “performante” si intreccia con i social e con il marketing nutrizionale, la dieta keto è diventata un vero e proprio trend.

Dal punto di vista clinico, però, non è una dieta “miracolosa”. È uno strumento che può avere indicazioni specifiche: obesità, sindrome metabolica, alcune patologie neurologiche. Non è necessariamente superiore ad altri modelli alimentari equilibrati nel lungo periodo, come la dieta mediterranea, che resta uno dei pattern più studiati e associati a benefici cardiovascolari e di longevità.

A chi è sconsigliata

La dieta chetogenica è generalmente controindicata in:

  • gravidanza e allattamento
  • disturbi del comportamento alimentare
  • patologie epatiche o renali
  • alcune condizioni metaboliche rare

In ogni caso, dovrebbe essere impostata e monitorata da un medico o da un nutrizionista qualificato.

La chiave resta l’equilibrio

Il punto centrale, al di là delle mode, è che nessuna dieta funziona senza una visione complessiva dello stile di vita. Sonno regolare, attività fisica, gestione dello stress e qualità degli alimenti contano tanto quanto la ripartizione dei macronutrienti.

La dieta chetogenica può essere una strategia efficace in contesti specifici e per periodi limitati. Ma trasformarla in una soluzione universale rischia di semplificare eccessivamente un tema complesso: la salute metabolica non si costruisce con scorciatoie, bensì con scelte sostenibili e personalizzate nel tempo.

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