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4 Marzo 2026
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Digitale e norme: come le politiche pubbliche regolano commercio elettronico, tasse, consumatori e inclusione

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Digitale e norme: come le politiche pubbliche regolano commercio elettronico, tasse, consumatori e inclusione

Con l’espansione dell’economia digitale, le politiche pubbliche e la regolamentazione si sono rivelate strumenti chiave per garantire un mercato online equo, sicuro e accessibile. In Europa e in Italia si stanno consolidando norme che vanno dal commercio elettronico alla tassazione digitale, passando per la tutela dei consumatori e l’inclusione digitale, con l’obiettivo di creare un ambiente digitale affidabile e competitivo.

A livello comunitario, la Digital Services Act (DSA) ha introdotto un quadro giuridico per la responsabilità e la trasparenza delle piattaforme online, aggiornando regole che fino a poco tempo fa si basavano sulla direttiva sul commercio elettronico del 2000. Il regolamento europeo mira a proteggere gli utenti online, contrastare i contenuti illegali e aumentare la trasparenza nelle modalità di moderazione e gestione dei servizi digitali.

La regolamentazione del commercio elettronico in UE prevede inoltre diritti chiari per gli acquisti online, come l’obbligo di fornire informazioni trasparenti su prezzi, costi di spedizione e tempi di consegna, oltre al diritto di recesso entro 14 giorni dall’acquisto. Queste norme consentono ai consumatori di fare acquisti online con maggiore fiducia, e richiedono ai venditori di distinguere chiaramente se si tratta di vendite da parte di professionisti piuttosto che privati.

La tassazione digitale resta un’altra frontiera in evoluzione. In Italia esiste una digital services tax (DST) pari al 3% sui ricavi derivanti da servizi digitali per grandi aziende con ricavi globali elevati, anche se l’ultima legge di bilancio ha rimosso alcune soglie, ampliando la platea di imprese soggette alla tassa. (itif.org) A livello europeo, sono in corso riflessioni più ampie su sistemi fiscali che garantiscano equità tra imprese digitali e tradizionali, agevolando la cooperazione tra Stati membri per evitare che i profitti delle attività digitali non siano tassati nei paesi in cui effettivamente operano.

Un altro elemento in crescita è il tema dell’accessibilità digitale e dell’inclusione. L’Unione Europea ha adottato il European Accessibility Act, che impone a partire da giugno 2025 l’adeguamento di prodotti e servizi digitali – comprese piattaforme di e-commerce – per renderli accessibili a persone con disabilità. Questo comprende caratteristiche come compatibilità con tecnologie assistive e comunicazione multicanale, con sanzioni per chi non rispetta gli standard.

Sul fronte della tutela dei consumatori, l’UE sta anche rafforzando la cooperazione tra autorità nazionali per contrastare violazioni transfrontaliere della normativa sui diritti dei consumatori, consolidando la fiducia nei mercati digitali. La revisione delle norme e dei meccanismi di cooperazione mira a offrire maggiori garanzie per i cittadini che acquistano beni e servizi online in Paesi diversi da quello di residenza.

Queste politiche e normative riflettono una strategia pubblica più ampia per sostenere un mercato digitale europeo competitivo, inclusivo e affidabile, capace di tutelare diritti fondamentali dei consumatori e allo stesso tempo stimolare l’innovazione e la crescita economica.

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