Dramma roghi in Cilento, San Giovanni e Capaccio chiedono stato calamità naturale

Un incendio boschivo di notevoli dimensioni sta interessando il comune di San Giovanni a Piro, nel Cilento meridionale a circa 25 km dal confine con la Basilicata, dal pomeriggio di ieri, lunedì. Le fiamme sono partite da le località Hangar, Spineto e Valle di Natale. Il sindaco Ferdinando Palazzo ha firmato un’ordinanza con la quale dispone l’allontanamento ad horas dalle abitazioni interessati dall’incendio delle persone residenti e non. Nell’area i vigili del fuoco, personale della protezione civile, la polizia e i carabinieri forestali si stanno prodigando per lo spegnimento dell’incendio ma, come sottolineato nell’ordinanza, «nonostante i notevoli sforzi, gli uomini e le attrezzature a disposizione risultano insufficienti a domare il fenomeno».  

La zona a ridosso delle località turistiche di Scario e Policastro non è l’unica area del Cilento interessata dagli incendi. Dopo la paura a Capaccio Paestum, dove le fiamme si sono pericolosamente avvicinate al Parco archeologico e ai tre templi di epoca greca, il sindaco Franco Palumbo ha annunciato ieri l’intenzione di chiedere “lo stato di calamità per i danni provocati dagli incendi”, status giuridico «che ovviamente – precisa – dovrà essere certificato dagli organi competenti incaricati di verificare il dolo o meno dietro i roghi che hanno devastato aree verdi destinate all’agricoltura, al patrimonio boschivo, alle attività ricettive, alle abitazioni». Ma non è solo: anche Palazzo a San Giovanni a Piro pensa di seguirlo. E’ ancora in corso la stima dei danni «ma sono sicuramente ingenti», ha poi spiegato Palumbo. Incendi anche a Torchiara e Laureana Cilento, mentre sono «quasi tutti domati» gli incendi che hanno interessato il territorio comunale di Agropoli, spiega il sindaco Adamo Coppola.

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