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21 Marzo 2026
21 Marzo 2026

Epatite a: allarme in Campania, ospedali saturi e primi casi nel salernitano

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Epatite a: allarme in Campania, ospedali saturi e primi casi nel salernitano

L’emergenza legata all’epatite A si sta rapidamente estendendo dalla provincia di Napoli al resto della Campania, raggiungendo anche la parte settentrionale della Calabria e il Salernitano. I reparti di Malattie Infettive degli ospedali campani registrano un aumento costante di ricoveri per intossicazioni alimentari e contagi confermati. A testimonianza della diffusione, si segnala il primo caso sospetto “autoctono” nella Piana del Sele, dove un giovane è stato ricoverato all’ospedale di Eboli dopo aver consumato pesce crudo in un ristorante di sushi, con esami in corso per la conferma del virus.

Ospedali sotto pressione: i numeri del contagio

La situazione negli ospedali della provincia di Salerno è particolarmente tesa. Negli ultimi giorni, l’ospedale “Ruggi” di Salerno ha registrato cinque pazienti affetti da epatite A, l’“Umberto I” di Nocera Inferiore quattro e il “San Luca” di Vallo della Lucania due. I dati regionali, aggiornati al 18 marzo, indicano un totale di 155 casi conclamati in Campania dall’inizio dell’anno, cifra destinata a crescere. Napoli rimane l’epicentro, con l’ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale, che ha esaurito i posti letto dopo 14 nuovi ricoveri in un solo giorno. L’Asl Napoli 1 Centro conferma 65 casi dal primo gennaio, un incremento di 10 volte rispetto alla media dell’ultimo decennio e di 41 volte rispetto al triennio precedente. Il picco è evidente: dai 3 casi di gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino ai 43 registrati nelle prime tre settimane di marzo.

La risposta della regione: sorveglianza e vaccinazioni

La Regione Campania, tramite la Direzione Generale per la Tutela della Salute, ha attivato un protocollo di contenimento. Questo include una sorveglianza epidemiologica rafforzata, controlli stringenti sulla filiera alimentare e un monitoraggio specifico dei molluschi bivalvi. Per contrastare l’escalation dei contagi, è stato potenziato il programma di offerta vaccinale gratuita anti-HAV. Le categorie prioritariamente coinvolte sono il personale sanitario, gli operatori del settore alimentare, i pazienti fragili, la popolazione pediatrica a rischio e i contatti stretti dei soggetti infetti. L’obiettivo è garantire una risposta omogenea e tempestiva su tutto il territorio regionale.

Caratteristiche del virus e modalità di trasmissione

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette principalmente per via oro-fecale. Il contagio avviene attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, oppure tramite contatto stretto con persone infette. Un aspetto cruciale è la contagiosità precoce, con il virus presente nelle feci già 7-10 giorni prima della comparsa dei sintomi. Il periodo di incubazione varia solitamente tra i 15 e i 50 giorni. I sintomi tipici includono febbre, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero. Sebbene la guarigione sia quasi sempre completa, il decorso può essere più grave per anziani e individui con patologie epatiche pregresse.

Prevenzione: attenzione a pesce crudo e frutti di bosco

Per la trasmissione alimentare, i molluschi bivalvi (come cozze, vongole e ostriche) consumati crudi o poco cotti rappresentano un rischio significativo, poiché possono accumulare il virus se provenienti da acque contaminate. Le autorità sanitarie sottolineano che la cottura deve essere uniforme e completa. Anche i frutti di bosco necessitano di attenzione: se freschi, vanno lavati accuratamente; se congelati o surgelati, l’Istituto Superiore di Sanità ne raccomanda tassativamente la bollitura a 100°C per almeno due minuti. È categoricamente vietato l’uso di frutti di bosco surgelati crudi per guarnire dolci o yogurt.

Regole fondamentali di igiene quotidiana

  • Lavaggio delle mani: utilizzare acqua e sapone per almeno 20 secondi, soprattutto prima di cucinare e dopo l’uso dei servizi igienici.
  • Separazione degli alimenti: usare utensili e taglieri distinti per cibi crudi e cotti per prevenire contaminazioni crociate.
  • Sanificazione: pulire meticolosamente i piani di lavoro e i lavelli dopo aver manipolato alimenti crudi.
  • Acqua sicura: consumare esclusivamente acqua di provenienza controllata ed evitare l’uso di acqua sospetta per ghiaccio o lavaggio degli alimenti.
  • Responsabilità personale: astenersi dal preparare pasti per altri in presenza di sintomi gastrointestinali e consultare tempestivamente un medico in caso di ittero o stanchezza persistente.
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