8 Gennaio 2026

«Flowers»: i fiori raccontano cinque secoli di arte, dal Rinascimento all’intelligenza artificiale

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«Flowers»: i fiori raccontano cinque secoli di arte, dal Rinascimento all’intelligenza artificiale

Fragili solo in apparenza, i fiori attraversano la storia come simboli potenti, capaci di parlare di bellezza, spiritualità, conflitto, scienza e resistenza. È a questo linguaggio universale che il Chiostro del Bramante di Roma dedica la più grande mostra mai realizzata in Italia sul tema floreale: “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”, in programma fino al 22 febbraio 2026.

Curata da Franziska Stöhr con Roger Diederen, in collaborazione con Suzanne Landau, l’esposizione propone un viaggio che attraversa oltre cinque secoli di arte e cultura, mettendo in dialogo capolavori del passato e sperimentazioni contemporanee, dalla pittura rinascimentale alle installazioni digitali e immersive.

«I fiori sono molto più di semplici elementi decorativi – spiega Natalia de Marco, direttrice artistica del Chiostro del Bramante –. Sono simboli universali che rappresentano ogni aspetto della vita, dalla resistenza alla spiritualità, dall’amore all’ecologia». Ed è proprio questa pluralità di significati a guidare il percorso espositivo, che unisce arte, scienza e tecnologia in una narrazione ampia e sorprendente.

Le oltre 90 opere in mostra, provenienti da dieci Paesi, coprono un arco temporale che va dal XVI al XXI secolo. Tra i grandi maestri figurano Jan Brueghel il Vecchio, con i suoi fiori carichi di simbolismo tra sacro e profano, Girolamo Pini, attento osservatore della botanica, e i preraffaelliti Edward Burne-Jones e William Morris, interpreti di una bellezza eterea e senza tempo.

Accanto alle opere storiche, trovano spazio le voci dell’arte contemporanea. Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga utilizzano il fiore come metafora di resistenza e rigenerazione, mentre Studio Drift esplora i processi naturali attraverso la tecnologia. Kehinde Wiley reinterpreta il tema floreale in chiave potente e identitaria, Miguel Chevalier indaga il confine tra naturale e artificiale con un’installazione immersiva, e Rebecca Louise Law crea un corridoio sospeso di fiori che avvolge letteralmente il visitatore. Anche l’esterno del Chiostro diventa parte integrante del percorso, trasformato da un’installazione di Austin Young (Fallen Fruit) in un giardino simbolico e visionario.

Una sezione speciale è dedicata al ruolo dei fiori nella scienza e nella politica, evidenziando il loro valore nelle dinamiche sociali e ambientali: dalla biodiversità al cambiamento climatico, fino alle battaglie civili. Emblematici i riferimenti al mondo delle api e al loro ruolo essenziale nell’impollinazione, raccontato anche attraverso opere che uniscono arte e ricerca scientifica.

La mostra è realizzata in collaborazione con la Kunsthalle München e coinvolge importanti istituzioni internazionali, tra cui il Louvre, il Musée d’Orsay, il Petit Palais, i Royal Botanic Gardens di Kew e l’Israel Museum di Gerusalemme, oltre a prestigiosi prestatori italiani come la Galleria Borghese e la Biblioteca Casanatense.

Grande attenzione è riservata anche all’esperienza sensoriale. Due i percorsi speciali: uno immersivo, realizzato con Coldiretti, dedicato alla biodiversità e al verde urbano; l’altro olfattivo, ideato da Campomarzio70, che guida il pubblico tra le note di arancio, gelsomino, rosa e tuberosa, fino a un’essenza finale che sintetizza l’intero viaggio.

Completa l’esperienza il podcast ufficiale della mostra, interpretato dalla voce di Alessandro Preziosi, che accompagna i visitatori alla scoperta delle opere con un racconto intimo e suggestivo.

In un’epoca segnata da crisi ambientali e perdita di biodiversità, “Flowers” si propone anche come manifesto educativo e culturale. Attraverso il suo Dipartimento educativo, il Chiostro del Bramante rinnova il proprio impegno nella formazione delle nuove generazioni, invitando a guardare la natura non come sfondo, ma come parte integrante della nostra responsabilità collettiva.

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