Astensionismo elevato e alleanze politiche prive di visione rappresentano un rischio concreto per la tenuta democratica del Paese. È l’allarme lanciato dalla Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore al termine di un incontro di approfondimento dedicato all’analisi del voto nelle elezioni regionali che si sono svolte negli ultimi anni in Campania, Calabria e Basilicata.
Il confronto ha visto la partecipazione di Giulia Zanfino di Cosenza e Manuel Chiappetta di Maratea. La Fondazione ha chiarito fin dall’inizio l’impostazione dell’iniziativa: non soffermarsi sui risultati elettorali in termini di vincitori o percentuali, ma individuare criticità strutturali in grado di compromettere la qualità della democrazia e il corretto funzionamento delle istituzioni.
Al centro del dibattito il tema dell’astensionismo, che in diverse consultazioni regionali ha superato il 53-54%. Un dato giudicato “estremamente preoccupante”. “Un’astensione così alta mette a rischio la democrazia e apre spazi a interessi criminali – ha dichiarato il presidente della Fondazione, Dario Vassallo –. Quando oltre metà dei cittadini rinuncia al voto, il sistema democratico diventa fragile. In questi vuoti di partecipazione si inseriscono interessi opachi e organizzazioni criminali, non solo mafiose o camorristiche, ma anche con dimensioni internazionali, capaci di investire milioni di euro per condizionare il consenso ed eleggere uomini compiacenti”.
Un secondo filone di analisi ha riguardato le alleanze politiche costruite esclusivamente su basi tattiche, spesso senza una reale coerenza programmatica. “In questi anni – ha aggiunto Vassallo – abbiamo assistito a scelte politiche che hanno sacrificato la responsabilità e la visione sull’altare del tatticismo, producendo effetti concreti e non neutri. Esperienze come quella della Basilicata dimostrano come questi errori abbiano finito per favorire sistematicamente il centrodestra”.
Secondo la Fondazione, una delle principali occasioni mancate della recente storia politica riguarda il periodo della segreteria di Enrico Letta nel Partito Democratico. “L’unica alleanza che avrebbe potuto cambiare realmente il corso politico del Paese – ha sottolineato Vassallo – era quella tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La mancata costruzione di quell’intesa rappresenta l’errore madre da cui si è generato il presente”.
Il presidente della Fondazione ha infine ribadito che il nodo centrale non è la semplice alternanza tra schieramenti, ma la responsabilità politica e storica delle scelte compiute. “Non si tratta di discutere solo di chi governa oggi – ha concluso – ma di riconoscere che alcune decisioni sbagliate hanno prodotto effetti profondi e duraturi. Solo rimettendo al centro partecipazione, legalità e bene comune è possibile rafforzare la democrazia e impedire che venga distorta da interessi criminali. È questa la lezione che ci ha lasciato Angelo Vassallo e che la Fondazione continuerà a portare avanti”.


