10 Febbraio 2026
10 Febbraio 2026

Fumo, alcol e stress: anche le abitudini del papà incidono sulla salute del nascituro

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Fumo, alcol e stress: anche le abitudini del papà incidono sulla salute del nascituro

Non solo le abitudini della madre, ma anche quelle del padre prima del concepimento possono incidere sullo sviluppo del nascituro. A richiamare l’attenzione sul ruolo paterno è una revisione scientifica pubblicata su Nature Reviews Urology e firmata da un gruppo di studiosi italiani coordinati dal genetista Giuseppe Novelli, docente all’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini.

Secondo gli autori, comportamenti come fumo, abuso di alcol, alimentazione squilibrata, stress cronico ed esposizione a sostanze tossiche non si limitano a compromettere la salute dell’uomo, ma possono lasciare una “traccia biologica” negli spermatozoi, con possibili ripercussioni sul bambino.

Il ruolo dell’epigenetica

Il punto centrale dello studio riguarda i meccanismi epigenetici, cioè quelle modifiche che regolano l’attività dei geni senza alterarne la sequenza. In particolare, i ricercatori spiegano che lo stile di vita può influenzare la cosiddetta metilazione del Dna: un processo chimico che consiste nell’aggiunta o nella rimozione di gruppi metile in specifiche regioni del patrimonio genetico.

Queste variazioni possono modificare l’espressione dei geni, attivandoli o silenziandoli in modo non appropriato. Pur non trattandosi di mutazioni genetiche vere e proprie, tali cambiamenti possono essere trasmessi al momento del concepimento e contribuire a orientare lo sviluppo embrionale, con effetti potenzialmente duraturi sulla salute del bambino.

Un’attenzione finora sbilanciata sulle madri

Se da tempo la medicina insiste sull’importanza di stili di vita sani per le donne in vista di una gravidanza, il contributo paterno è stato storicamente meno considerato. Eppure, ricordano gli studiosi, anche il Dna trasmesso dallo spermatozoo può veicolare il “ricordo” biologico di abitudini scorrette.

«Abbiamo voluto richiamare l’attenzione su un aspetto spesso trascurato, cioè il peso dei fattori ambientali sull’epigenetica degli spermatozoi e, di conseguenza, sulla salute delle generazioni successive», spiega Sergio Pecorelli, tra gli autori della revisione e docente all’Università di Brescia.

Una finestra di prevenzione prima del concepimento

La buona notizia, sottolineano gli esperti, è che questi processi non sono necessariamente irreversibili. Intervenire prima del concepimento con cambiamenti stabili — dieta equilibrata, riduzione del consumo di alcol, stop al fumo, controllo dello stress e minore esposizione a sostanze nocive — potrebbe contribuire a “rimodellare” in senso favorevole il profilo epigenetico degli spermatozoi.

La metilazione del Dna non si modifica dall’oggi al domani, ma scelte coerenti e durature nel tempo possono avere un impatto positivo.

Il messaggio che emerge è chiaro: la salute preconcezionale non riguarda soltanto la donna. È una responsabilità condivisa, che chiama in causa entrambi i genitori e che può diventare un tassello importante nelle strategie di prevenzione e promozione della salute fin dalle primissime fasi della vita.

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