10 Febbraio 2026
10 Febbraio 2026

Granchio blu, la Campania cambia strategia: al via il monitoraggio scientifico per proteggere mare e pesca

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Granchio blu, la Campania cambia strategia: al via il monitoraggio scientifico per proteggere mare e pesca

La Regione Campania cambia passo nella gestione della diffusione del granchio blu lungo le proprie coste e avvia un programma strutturato di monitoraggio scientifico per prevenire danni agli ecosistemi marini e alle attività di pesca e acquacoltura. L’obiettivo è intervenire in modo preventivo, prima che il fenomeno assuma le dimensioni di un’emergenza, come già accaduto in altre aree del Paese.

«Mettiamo in campo un’azione fondata su dati scientifici, programmazione e responsabilità istituzionali. Non aspettiamo che il problema esploda», spiega l’assessora regionale alla Protezione civile, Biodiversità, Pesca e Acquacoltura, Fiorella Zabatta. Negli ultimi anni, nei tavoli di confronto con gli operatori del settore, erano arrivate numerose segnalazioni sulla presenza della specie lungo il litorale campano, ma mancava un quadro tecnico completo e sistematico sulla sua reale diffusione e sul possibile impatto ambientale.

L’iniziativa rappresenta il primo riscontro operativo alla nota inviata nel febbraio 2025 dal Commissario straordinario nazionale per il contrasto alla diffusione del granchio blu. «Le esperienze di altre Regioni — sottolinea Zabatta — dove la specie ha messo in crisi gli allevamenti di vongole, cozze e ostriche e inciso sugli stock ittici, sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare».

Il progetto prevede il monitoraggio della popolazione di Callinectes sapidus lungo le coste campane, con particolare attenzione agli effetti sugli stock di molluschi eduli lamellibranchi, allo stato sanitario delle specie presenti e all’equilibrio della biodiversità marina. L’intervento rientra nel PN FEAMPA 2021-2027 ed è affidato al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

«Ricerca scientifica, tutela ambientale e sostegno alle attività produttive devono procedere insieme — conclude l’assessora — perché la prevenzione è l’unica strada per garantire la salvaguardia dell’ecosistema marino e la sicurezza economica delle comunità costiere». La Regione conferma infine la disponibilità a collaborare con le strutture nazionali per aggiornare la mappatura della specie e definire strategie condivise di prevenzione e contenimento.

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