Dal Cilento all’Irpinia, passando per il Sannio e la Costiera: viaggio tra paesi, prodotti tipici e storie di comunità che custodiscono antichi sapori
Non solo mare, arte e paesaggi. La Campania si conferma una delle regioni italiane dove il viaggio passa anche dalla tavola, attraverso borghi che custodiscono ricette tramandate nel tempo, produzioni agricole di qualità e tradizioni legate alle comunità locali. Dalle colline dell’Irpinia ai paesi del Cilento, sono numerosi i luoghi dove il turismo enogastronomico diventa occasione per scoprire territori meno conosciuti.
Ecco dieci borghi dove il gusto racconta la storia dei luoghi.
1. Castellabate (Salerno) – Tra mare, borghi e Dieta Mediterranea
Nel Cilento, Castellabate unisce il fascino del borgo medievale alla tradizione marinara. Qui la cucina racconta il rapporto tra terra e mare: alici, pesce azzurro, olio extravergine di oliva, prodotti dell’orto e piatti legati alla Dieta Mediterranea. Il territorio è inserito nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, area riconosciuta patrimonio Unesco per il valore ambientale e culturale.
2. Pioppi e Pollica (Salerno) – La patria della Dieta Mediterranea
A pochi chilometri dal mare del Cilento, Pollica e la frazione di Pioppi sono simboli internazionali dello stile alimentare mediterraneo. Qui la cucina si basa su semplicità e qualità degli ingredienti: legumi, verdure, cereali, pesce locale e olio extravergine. Un luogo dove il cibo diventa parte della cultura del territorio.
3. Morigerati (Salerno) – Tradizione contadina e biodiversità
Nel cuore del Cilento interno, Morigerati è un borgo legato ai ritmi della natura e alle produzioni locali. Tra i sapori più rappresentativi ci sono pasta fatta a mano, prodotti dell’orto, salumi, miele e olio. Il paese ospita anche l’Oasi Wwf delle Grotte del Bussento, meta di turismo naturalistico che si intreccia con quello enogastronomico.
4. Sant’Agata de’ Goti (Benevento) – Il borgo del vino e dei sapori sanniti
Tra i borghi più suggestivi della Campania, Sant’Agata de’ Goti è conosciuta per il patrimonio storico e per la tradizione vitivinicola. Il territorio è legato soprattutto al vino Falanghina, ma anche a salumi, formaggi e cucina contadina sannita.
5. Taurasi (Avellino) – Nel regno dell’Aglianico
Il borgo irpino è uno dei simboli del vino campano grazie al Taurasi Docg, considerato tra le eccellenze enologiche regionali. Cantine, degustazioni e prodotti tipici raccontano un territorio fatto di vigne, colline e tradizioni agricole.
6. Furore (Salerno) – La cucina della Costiera tra terra e mare
Nella Costiera Amalfitana, Furore è conosciuto per il suo paesaggio unico e per la tradizione agricola. Qui limoni, vino, prodotti dell’orto e cucina marinara rappresentano un patrimonio che accompagna l’esperienza turistica.
7. Cetara (Salerno) – Il borgo della colatura di alici
Piccolo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, Cetara è famoso per la colatura di alici, prodotto simbolo della tradizione locale. La pesca e la lavorazione artigianale del pesce restano al centro della vita del paese e della sua cucina.
8. Conca dei Marini (Salerno) – Sapori della Costiera
Tra mare e montagna, questo borgo conserva una cucina legata alla tradizione costiera: pesce fresco, limoni, pasta artigianale e dolci tipici. Una tappa per chi cerca il connubio tra paesaggio e gastronomia.
9. Castelvenere (Benevento) – Il paese del vino
Nel Sannio, Castelvenere è conosciuto per la sua lunga storia vitivinicola e per le numerose iniziative dedicate al vino. Il borgo rappresenta una delle tappe degli itinerari enogastronomici dell’entroterra campano.
10. Agerola (Napoli) – Montagna, prodotti tipici e antichi mestieri
Sui Monti Lattari, Agerola propone una cucina legata alla tradizione rurale: fiordilatte, provolone del Monaco Dop, salumi, pasta e prodotti agricoli. Un territorio dove i sapori raccontano il legame tra allevamento, agricoltura e paesaggio.












