Nel cuore dell’Irpinia, immerso nella verdeggiante cornice della Valle del Sele, sorge uno dei luoghi più suggestivi di devozione religiosa del Sud Italia: il Santuario di San Gerardo Maiella, meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per fedeli da tutta la Penisola e dall’estero.
Una storia di fede e rinascita
Il santuario si trova nella frazione Materdomini del comune di Caposele, in provincia di Avellino, ed è dedicato a San Gerardo Maiella e alla Vergine Maria Madre del Signore. Le origini del luogo di culto sono antiche: risale almeno al Duecento una chiesa dedicata a Santa Maria del Sele, poi mutata nel titolo di Mater Domini nel 1527, che già attirava pellegrini dalla Valle del Sele e dalle zone limitrofe.
La notorietà del sito crebbe in modo decisivo nel XVIII secolo, quando San Gerardo Maiella, religioso della Congregazione del Santissimo Redentore, qui trascorse gli ultimi mesi di vita e vi morì il 16 ottobre 1755 dopo una intensa attività pastorale rivolta soprattutto alle famiglie, alle donne in attesa e ai poveri.
Alla sua canonizzazione nel 1904 la devozione verso il santo esplose, tanto che, nel 1930, Papa Pio XI elevò il santuario a basilica minore.
Dalla distruzione alla rinascita
Il complesso ha una storia di resilienza: gravemente danneggiato dal terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, fu ricostruito e riaperto al culto il 30 aprile 2000, in occasione del Giubileo. La nuova basilica conserva la pianta e la spiritualità dell’edificio precedente, pur con minori decorazioni, e custodisce l’urna con le reliquie di San Gerardo nel cuore dell’aula liturgica.
Il pellegrinaggio e i suoi simboli
Il santuario richiama circa un milione di pellegrini all’anno, molti dei quali raggiungono Materdomini per affidare a San Gerardo le loro preghiere in occasione di eventi familiari, guarigioni o nascite.
Uno dei luoghi più intensi è la cosiddetta “Sala dei Fiocchi”, dove genitori lasciano nastri colorati, foto e messaggi di ringraziamento per la protezione ricevuta dal santo nei confronti dei loro figli: un’espressione tangibile della fiducia e della devozione popolare.
Architettura e spiritualità
Il complesso è articolato su più edifici: la parte più antica, di origine secolare, e una chiesa moderna più ampia, costruita per accogliere il crescente afflusso di fedeli. L’interno è semplice ma partecipato, con spazi di preghiera raccolti e cappelle laterali che invitano alla meditazione.
La posizione panoramica, adagiata sulla collina e affacciata sulla valle, conferisce all’esperienza religiosa una dimensione di silenzio, contemplazione e connessione con la natura circostante. Questa duplice anima – spirituale e ambientale – è tra le ragioni principali che rendono il santuario una delle tappe imprescindibili del turismo religioso in Campania.
Celebrazioni e calendario liturgico
Tra gli appuntamenti più significativi della vita del santuario spicca la Festa di San Gerardo, celebrata ogni 16 ottobre, accompagnata da processioni, messe solenni e momenti di preghiera attirati da una grande partecipazione di fedeli. Includendo la novena nei giorni precedenti, questo periodo dell’anno rappresenta un momento di profonda raccoglimento e di unità comunitaria per chiunque si rechi a Materdomini.
Una meta oltre il culto
Oltre al valore religioso, il santuario offre un’esperienza che unisce spiritualità, storia e paesaggi. La Valle del Sele, con le sue colline e i percorsi naturali nei dintorni, invita a scoprire un territorio ricco di tradizioni rurali, prodotti tipici e bellezze meno note ma altrettanto affascinanti.
Fonte foto: https://visitcaposele.it/il-santuario-di-san-gerardo/




