Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
15 Maggio 2026
15 Maggio 2026

La nuova alimentazione per cani e gatti: superfood, grain free e dieta “umana”

| di
La nuova alimentazione per cani e gatti: superfood, grain free e dieta “umana”

Crocchette con salmone norvegese e mirtilli rossi, snack arricchiti con omega 3, yogurt probiotici per gatti, diete personalizzate formulate online dopo un questionario sullo stile di vita dell’animale.

Nel mercato del pet food italiano la parola chiave è una sola: umanizzazione. Sempre più proprietari scelgono per cani e gatti alimenti ispirati alla nutrizione umana, trasformando il cibo per animali in uno dei settori più dinamici dell’industria alimentare.

Negli scaffali dei supermercati e negli e-commerce specializzati crescono prodotti “grain free”, biologici, monoproteici, funzionali e premium. Un cambiamento che racconta non solo nuove abitudini di consumo, ma anche un diverso rapporto affettivo con gli animali domestici.

Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, il mercato del pet food e pet care in Italia ha superato i 5,3 miliardi di euro, trainato soprattutto dai prodotti ad alto valore aggiunto.

Il boom del “grain free”

Tra le tendenze più forti degli ultimi anni c’è il successo dei prodotti grain free, cioè privi di cereali. Nati inizialmente come alimenti destinati ad animali con allergie o sensibilità digestive, sono diventati rapidamente un fenomeno commerciale globale.

Molti proprietari associano il “senza cereali” a un’alimentazione più naturale e vicina alla dieta originaria dei carnivori. Ma i veterinari invitano alla cautela.

“La scelta dell’alimentazione deve dipendere dalle esigenze cliniche dell’animale, non dalle mode”, spiega la nutrizionista veterinaria Laura Bianchi. “Non tutti i cani o i gatti hanno bisogno di una dieta grain free. In alcuni casi eliminare i cereali senza una reale necessità può persino squilibrare l’alimentazione”.

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha aperto negli ultimi anni indagini su possibili correlazioni tra alcune diete grain free e problemi cardiaci in specifiche razze canine, anche se la comunità scientifica continua a studiare il fenomeno senza conclusioni definitive.

Omega 3, probiotici e “superfood”

Il nuovo pet food prende sempre più ispirazione dal wellness umano. Così nelle etichette compaiono ingredienti come semi di chia, curcuma, alghe, melograno, zucca, avocado e olio di salmone.

L’obiettivo dichiarato è migliorare il benessere generale dell’animale: pelo più lucido, digestione migliore, supporto articolare, sistema immunitario rafforzato.

“Molti ingredienti funzionali possono avere benefici reali”, spiega il veterinario nutrizionista Marco Rosati. “Gli omega 3, per esempio, sono utili per la salute della pelle e delle articolazioni. Ma il problema nasce quando il marketing supera l’evidenza scientifica”.

Anche gli snack cambiano volto. Non più semplici premi calorici, ma prodotti “healthy”: biscotti low fat, snack dentali, barrette proteiche e persino gelati estivi per cani.

Diete personalizzate e abbonamenti online

La trasformazione del settore passa anche dalla tecnologia. Crescono le piattaforme che propongono alimenti personalizzati in abbonamento, formulati sulla base di età, razza, peso e livello di attività dell’animale.

In alcuni casi i proprietari ricevono a casa porzioni già dosate, complete di piano nutrizionale e consulenza veterinaria online.

Il modello replica quello delle diete personalizzate per esseri umani: nutrizione su misura, ingredienti selezionati e forte componente premium.

Secondo Euromonitor, il segmento pet food personalizzato è tra quelli con la crescita più rapida nel mercato globale degli alimenti per animali domestici.

Il rischio dell’alimentazione “fai da te”

Parallelamente cresce anche il fenomeno delle diete casalinghe e crude, spesso promosse sui social network come alternative più sane alle crocchette industriali.

Ma i veterinari avvertono che improvvisare può essere rischioso.

“Le diete casalinghe formulate senza supervisione professionale possono causare carenze nutrizionali importanti”, sottolinea Rosati. “Il cane non è un piccolo essere umano: ha fabbisogni diversi e specifici”.

Particolare attenzione riguarda le diete raw, a base di carne cruda, sempre più diffuse online ma controverse dal punto di vista microbiologico.

Secondo diverse associazioni veterinarie europee, questi regimi possono aumentare il rischio di contaminazioni batteriche sia per gli animali sia per le famiglie.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata