Leonardo Maria Del Vecchio ha rilanciato la sua presenza al centro della scena economica italiana. Secondo quanto riferisce l’ANSA, l’imprenditore ha formalmente espresso l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione sulle quote detenute dai fratelli in Delfin, la holding di famiglia che controlla partecipazioni strategiche in colossi come EssilorLuxottica, Covivio e istituti bancari e assicurativi. Secondo fonti vicine, Del Vecchio «ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre», il fondatore di Luxottica scomparso nel 2022.
Questa mossa non è solo l’ennesimo capitolo di una delle successioni familiari più seguite negli ultimi anni: è anche la fotografia di un giovane uomo d’affari che cerca di misurarsi con il peso di un’eredità gigantesca — non solo in termini di patrimonio, ma anche di immagine e responsabilità.
Il profilo di un “erede operativo”
Nato nel 1995, Leonardo Maria Del Vecchio è il quartogenito di una delle famiglie imprenditoriali più note d’Italia. Cresciuto tra Milano e le principali piazze finanziarie europee, ha costruito gran parte della sua identità professionale all’interno dell’impero creato da suo padre, assumendo ruoli di responsabilità crescente che vanno oltre la semplice appartenenza familiare.
Non un semplice “erede”, dunque, ma un manager con incarichi formali: è stato inserito nel board di società del gruppo, ha ricoperto ruoli di strategia e sviluppo e oggi guida con il titolo di Chief Strategy Officer alcune delle principali voci operative della galassia Luxottica‑EssilorLuxottica.
Oltre l’eredità: imprenditore e investitore
La sua visione non si limita alla gestione del patrimonio di famiglia. Attraverso LMDV Capital, il family office che porta le sue iniziali, Del Vecchio sta costruendo una realtà di investimento con piedi in più settori: dall’editoria alla moda, dall’hospitality al cinema, passando per startup tecnologiche e piattaforme social.
Negli ultimi anni LMDV Capital ha:
- acquisito una quota rilevante di Il Giornale, entrando nel mondo dei media nazionali;
- guardato all’industria culturale con l’ingresso nella produzione cinematografica italiana attraverso Leone Film Group;
- investito in realtà emergenti e start‑up, con un taglio internazionale e un focus sulle eccellenze italiane;
- esplorato anche il fashion e il lifestyle internazionale con operazioni come l’investimento nella maison parigina Martel;
Questa diversificazione testimonia una visione imprenditoriale curiosa e dinamica, non legata esclusivamente alla tradizione dell’occhialeria, ma aperta alle nuove frontiere del made in Italy globale.
Il peso delle aspettative e il futuro
Essere figlio di uno dei più celebri imprenditori italiani del Dopoguerra significa portare sulle proprie spalle un’eredità ingombrante. Ma Leonardo Maria sembra determinato a creare un proprio percorso, mantenendo al centro il rispetto delle volontà paterne ma con uno sguardo proiettato ai nuovi mercati e alle trasformazioni digitali e culturali del Paese.
La sua generazione di imprenditori – cresciuta in un mondo già globalizzato – intreccia radici profonde con ambizioni che guardano oltre i confini nazionali. In questo senso, la sua storia personale è anche specchio di un’Italia imprenditoriale che cerca equilibrio tra memoria e innovazione, tra tradizione e trasformazione.
(Foto Ansa)




