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Museo Paleontologico una importante realtà del Cilento…ma senza segnaletica per raggiungerlo e spesso chiuso

di Marisa Russo

Chi ama il giornalismo deve viverlo sul campo, sperimentando di persona le realtà di cui parlare e gli eventi da relazionare e quindi esprimersi liberamente, ben lungi dalle solite pappardelle standardizzate per accontentare le persone conosciute! I giornali troppo spesso si servono di notizie ANSA, ed il compito del giornalista è cambiato, tramutandosi solo in lavoro da scrivania, troppo spesso anche senza approfondimento né sguardo critico per sollecitare un miglioramento. Il Giornale del Cilento spesso si pone, al contrario, in un recupero dell’importante quarto potere, quindi del valore critico e formativo del giornalismo. In questa scelta, volendo richiamare all’attenzione l’importante Museo Paleontologico di Magliano Vetere, non mi sono servita di Comunicati, di notizie in Internet ecc.ecc. , ma mi sono avventurata nelle colline per raggiungere Magliano e visitarlo. Giunta nel comune, trovare il Museo, in quel luogo solitario, è stata un’impresa, non una segnaletica mi ha pilotato, giunta nella frazione più antica ( Magliano Nuovo!!!), tra vicoli e piazzette, nulla!! Ridiscesa alla frazione più recente, Magliano Vetere (Antica), ancora giri e rigiri NON UN SEGNALE CHE INDICASSE IL MUSEO!!! Fin quando si è formato un gruppo di persone alle quali ho potuto chiedere informazioni. Qualcuno mi ha mostrato finalmente una ripida salita, sulla quale c’è un caseggiato ex scuola: Il Museo Paleontologico Cilentano.  Giunta fortunatamente ancora in ora di apertura, secondo quanto scritto all’entrata, pur dopo il tanto girovagare, mi sono avviata: CHIUSO!!!! Ho cercato qualcuno a cui chiedere ancora informazioni, finchè ho trovato chi mi ha suggerito di andare a bussare a casa di una giovane dell’Associazione che lo gestisce. Sono andata,  l’impreparata persona che mi ha aperto mi ha suggerito di tornare il pomeriggio, quando qualcuno avrebbe aperto per un gruppo che aveva prenotato. Non ho potuto quindi far altro che andare in cerca di un Ristorante ed attendere il pomeriggio!!!!!
Perché realtà importanti, che tanto sono costate a livello di impegno professionale ed economico, dopo pompose inaugurazioni e pubblicità varie, vengono poi così gestite???
Potrebbe essere proposta di Turismo Culturale, i turisti giunti nel Cilento dovrebbero avere la possibilità, in giorni ed ore stabilite, di trovare il luogo con segnaletica ed un’accoglienza nel Museo.
E’ un Museo ben realizzato, interessante e ricco di reperti.
In seguito ai ritrovamenti ed agli studi sul territorio da parte del geologo Sergio Bravi e del biologo Antonio Feola, è stato possibile realizzarlo all’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ed ha trovato la sede in Magliano Vetere per la disponibilità anche dell’Amministrazione Comunale.
Comprende cinque sale espositive, tre laboratori e due aree didattiche esterne, che illustrano gli importanti ritrovamenti nei siti paleontologici del territorio Cilentano e non solo. Nella prima sala sono esposti campioni di rocce e pannelli espositivi “dal Big Bang alla Biosfera”. La seconda sala è intitolata «La vita sulla terra» con temi dell’origine della vita, con esempi relativi agli organismi unicellulari e curiosità sui «fossili viventi», organismi rimasti immutati sino ad oggi attraverso i diversi tempi geologici. Le ultime due sale si concentrano sui giacimenti fossiliferi dell’area, presenti nella dorsale montuosa del Vesole-Chianello e in quella dei Monti Alburni; con campioni di rocce, fotografie, immagini e reperti.
Affascinante è la sala Diorama: lo spettacolare allestimento, dovuto ad un’azienda specializzata del’Emilia Romagna, ricostruisce un habitat naturale del Cretacico (80 milioni di anni fa circa).
E’ la ricostruzione di un habitat naturale, basata sullo studio del giacimento fossilifero di Magliano e di altri siti paleontologici italiani. Comprende un’area di riva di laguna, quindi un ambiente di spiaggia-duna ed una foresta costiera. A grandezza naturale un Scipionix  (un piccolo esemplare di dinosauro) ed in volo uno Pterosauro. Quindi osserviamo l’ambiente retrodunale, il bosco costiero tropicale, con cespugli e piante alte sino a due metri e mezzo (sequoie, magnolie, ginko, essenze tuttora presenti, veri e propri fossili viventi del periodo Cretacico). Due Velociraptor  si evidenziano mentre stanno per attaccare un protoceratopo, dinosauro erbivoro.
Ricordiamo che tale Museo è l’unico esempio, in tutto il meridione, che, alle collezioni esposte, abbina un laboratorio che permette di fare ricerca e didattica nel campo della geologia e della paleontologia. Merita una segnaletica ed orari fissi di apertura.

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