18 Febbraio 2026
18 Febbraio 2026

Medici, prolungamento dell’attività: le novità normative consentono di lavorare fino a 72 anni

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Medici, prolungamento dell’attività: le novità normative consentono di lavorare fino a 72 anni

Il mondo sanitario italiano sta vivendo una fase di cambiamenti normativi rivolti ad affrontare la carenza di medici e valorizzare l’esperienza professionale delle generazioni più mature. Dopo anni di dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico e sulla progressiva uscita dei professionisti più anziani, il legislatore è intervenuto per estendere la possibilità di continuare l’attività fino all’età di 72 anni per i medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn), su base volontaria e in specifiche condizioni. 

Il quadro normativo aggiornato

La principale novità emerge dal Decreto “Milleproroghe 2026”, in corso di approvazione parlamentare, che conferma e proroga per tutto il 2026 la possibilità per i medici e i dirigenti sanitari dipendenti del Ssn di restare in servizio fino al compimento del 72º anno di età. Questa possibilità era già stata adottata con misure analoghe nei provvedimenti degli anni precedenti e ora viene estesa fino al 31 dicembre 2026 tramite un emendamento governativo presentato alle commissioni parlamentari. 

La misura si applica su base volontaria: i medici che desiderano continuare l’attività possono farlo su richiesta personale, senza obbligo di permanenza. L’estensione vale per i dirigenti medici e sanitari dipendenti del Ssn e non comprende i professori universitari che svolgono attività clinica, per i quali la proroga è stata esplicitamente esclusa dall’ultima formulazione dell’emendamento. 

Perché questa misura

La decisione normativa nasce in un contesto caratterizzato da una forte carenza di personale sanitario, con una quota significativa di medici prossimi all’età pensionabile. Secondo dati OCSE, oltre il 20 % dei medici in Italia ha più di 65 anni, una percentuale tra le più alte in Europa, con un possibile impatto negativo sulla disponibilità di servizi assistenziali nei prossimi anni. 

Negli anni precedenti si era sperimentata la possibilità di trattenere in servizio i medici oltre i limiti tradizionali, inizialmente fissati a 70 anni. Le prime proposte per elevare l’età pensionabile fino a 72 anni risalgono al 2024, con l’approvazione di misure temporanee nel decreto Milleproroghe di allora. 

Aspetti applicativi

  • Volontarietà: la permanenza in servizio oltre i limiti standard è facoltativa. Il medico che ha maturato i requisiti pensionistici non è obbligato a restare in attività. 
  • Massimo 72 anni: la possibilità di lavorare fino a 72 anni si applica solo fino alla fine del 2026 per ora, in attesa di eventuali futuri interventi legislativi. 
  • Esclusioni: la proroga non riguarda i docenti universitari che esercitano attività clinica, i quali non rientrano nella norma estesa dal Milleproroghe. 

Critiche e dibattito

La misura ha suscitato dibattito nel mondo sanitario. Se da un lato rappresenta uno strumento utile per contrastare la carenza di specialisti nelle corsie e nei servizi territoriali, dall’altro è stato sollevato qualche punto critico da parte di alcune organizzazioni professionali, soprattutto in relazione ai contratti dei medici specialisti ambulatoriali e alle condizioni di lavoro delle fasce più giovani del personale sanitario. 

Restano inoltre aperte le discussioni sulla necessità di aumentare le assunzioni e gli investimenti nella formazione dei medici, per garantire un ricambio generazionale efficace e sostenibile nel lungo periodo.

Il prolungamento dell’attività fino a 72 anni è una misura emergenziale e temporanea, legata alla situazione contingente del sistema sanitario italiano. Tuttavia, potrebbe fungere da modello per ulteriori riforme strutturali, soprattutto se la carenza di personale medico dovesse persistere anche oltre il 2026. In ogni caso, il bilanciamento tra esperienza professionale e rinnovo generazionale rimane una delle sfide principali per la sanità italiana nei prossimi anni.

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