Mirko, un cilentano a Milano. La missione? Sconfinare tipicità

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Mirko Gorrasi e il papà Bruno all'ingresso del ristorante a Milano

Lo scorso novembre, nella sempre più cosmopolita e imprenditoriale città di Milano, tra le stradine di zona Moscova, alzando di poco lo sguardo i cittadini hanno subito adocchiato una scritta alquanto insolita capeggiare su un vasto e semplice sfondo bianco: Li Mastri, belli buoni e cilentani. Può anche essere che in una città come Milano il lemma clientano ‘li mastri’ non sia di facile intuizione, ma alla lettura di ‘cilentani’ molto probabilmente le meraviglie della nostra terra tornano subito alla mente grazie a qualche vacanza nelle zone costiere o anche solo grazie ad una fotografia. Inutile dirlo che il Cilento non sia solo paesaggi mozzafiato e spiagge da bandiere blu, ma anche un posto in cui le specialità culinarie tradizionali toccano vette altissimi. Ed è stato proprio su questo che ha fatto leva il giovane Mirko Gorrasi assieme al padre Bruno. Un unico obiettivo: sconfinare la cucina cilentana in territorio lombardo. Il Giornale del Cilento ha così preso i contatti con Mirko per conoscere meglio la sua storia ed esperienza.

Mirko Gorrasi nasce a Milano nel 1993 da genitori entrambi del Cilento e Vallo di Diano, la madre di San Rufo e il padre di Villa littorio. Lo scorso aprile Mirko si laurea in International Management, curriculum marketing internazionale e dopo tre esperienze di lavoro in ben tre grandi multinazionali, si rende conto che la sua strada era un’altra. «Per carità il marketing e comunque qualcosa che mi fa emozionare –  spiega – ma se lo faccio per un mio progetto ha un altro sapore».
Come mai hai deciso di  iniziare questo cammino assieme a tuo padre?
Mio padre ha 58 anni e dopo 40 anni nel mondo della ristorazione, di cui 30 da chef di cucina, ha deciso di intraprendere questo progetto partito da me. Il suo intento è proprio quello di mettere la sua esperienza e professionalità a disposizione dei prodotti e ricette cilentane, per farle conoscere qui a Milano.
Perché la cucina cilentana e perché Milano?
Sarà stato l’amore per il paese d’origine dei miei genitori che mi è stato trasmesso sin da piccolo. In Cilento ho ancora la nonna e alcuni zii e appena posso vado subito a trovarli. Possiamo dire che in media ho trascorso 3 mesi all’anno giù e devo ammettere che ogni volta che tornavo su a Milano, una lacrimuccia scendeva sempre anche se la nascondo.
Quindi il nostro amore per quella terra e per questi prodotti che non hanno eguali ci hanno spinto in questa direzione. Per noi è sempre una grande emozione quando qualcuno assaggia le nostre ricette che magari prima non conosceva. Ovviamente, abbiamo scelto Milano perché è la città che ha accolto i miei genitori tanti anni fa ed è la stessa città in cui ho vissuto gran parte della mia vita. Inoltre, negli ultimi anni sta dando molto spazio all’enogastronomia poichè c’è una clientela adatta e capace di apprezzare le eccellenze che portiamo dal Cilento.
Il nome ‘’Li Mastri” a cosa è dovuto?
Con il termine mastro nel nostro dialetto viene identificato un esperto di un una specifica materia artigiana. Per onorare dunque la nostra esperienza e l’amore con cui trattiamo i nostri prodotti abbiamo deciso di chiamarci così, proprio per far capire subito che noi facciamo le cose seriamente.
Qualche piatto o prodotto tipico cilentana che si può degustare nel tuo ristornante?
I f’rrcieddi (fusilli al ferretto con ragù cilentano), la maracucciata, Cicci mmaretati, cannolo cilentano. Con la stagione delle melanzane introdurremo anche le muligname mbuttunate e lampanedda prenda con la ciambottola.
Perché non aprire un ristornate in Cilento?
Non abbiamo aperto in Cilento perchè il nostro obbiettivo è proprio quello di far conoscere fuori il nostro territorio che ancora è poco noto. Infatti, molti ci scambiano per salentini. 
Progetti per il futuro?
Ovviamente abbiamo in programma un piano di sviluppo con il quale spero di poter portare anche fuori dall’Italia un po’ di Cilento e dargli sempre più voce.
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