Si è svolta nel fine settimana sul Monte Cervati una importante esercitazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Campania, impegnato in un simulato di intervento nel territorio del comune di Monte San Giacomo. Un’attività formativa ad alta complessità, pensata per riprodurre nel modo più realistico possibile le condizioni di un vero intervento di emergenza.
La simulazione è scattata nella mattinata di sabato, poco prima delle 9:00, quando una chiamata di soccorso ha attivato il protocollo operativo: il 118 ha segnalato il mancato rientro di due speleologi, senza indicazioni precise sulla grotta né dettagli sull’attività svolta. Da quel momento si è attivata la macchina dei soccorsi, con la raccolta delle informazioni necessarie per individuare l’area di intervento.
Sono stati coinvolti anche i tecnici della Delegazione Alpina, che attraverso il Centro di Coordinamento Ricerche (CCR) hanno contribuito a definire le possibili zone di ricerca. Le squadre miste di tecnici alpini e speleologici hanno quindi iniziato la perlustrazione partendo dal punto in cui era stata ritrovata l’auto dei dispersi, ampliando progressivamente il raggio d’azione.
Una volta individuata la grotta, lo scenario simulato si è ulteriormente complicato: all’interno risultavano presenti due speleologi feriti, mentre un terzo risultava disperso dopo essere uscito nella notte per tentare di dare l’allarme, senza riuscire a raggiungere le auto.
A quel punto le operazioni si sono divise su due fronti: da un lato i tecnici del Soccorso Speleologico hanno avviato le manovre di recupero all’interno della grotta, dall’altro le squadre del Soccorso Alpino hanno iniziato la ricerca del disperso nell’area esterna, in un contesto ambientale particolarmente impegnativo.
Durante tutte le fasi dell’intervento, le squadre sono rimaste costantemente in contatto radio con il coordinamento operativo all’interno del CCR. Le comunicazioni con l’interno della grotta sono state garantite grazie allo stendimento di un cavo telefonico e all’utilizzo di dispositivi specifici per le comunicazioni speleologiche, fondamentali in scenari isolati e complessi come quelli ipogei.
Le operazioni sono proseguite per l’intera notte e si sono concluse domenica mattina intorno alle 4:00. Nonostante alcuni imprevisti, l’esercitazione è stata valutata come altamente formativa, rappresentando un momento significativo di verifica delle procedure e di rafforzamento della collaborazione tra tecnici alpini e speleologici.
Un banco di prova impegnativo che ha confermato l’importanza della preparazione congiunta e della capacità di operare in condizioni estreme, dove coordinamento e rapidità di intervento risultano determinanti.












