20 Gennaio 2026

Nutrizione, l’allarme degli esperti: «La piramide capovolta Usa crea confusione»

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Nutrizione, l’allarme degli esperti: «La piramide capovolta Usa crea confusione»

La Società italiana di nutrizione umana (Sinu) lancia un monito sulle nuove linee guida alimentari diffuse negli Stati Uniti e, in particolare, sulla rappresentazione della cosiddetta piramide alimentare capovolta. Secondo gli esperti, una diffusione mediatica priva di adeguata contestualizzazione rischia di orientare una parte della popolazione verso scelte alimentari non salutari, vanificando anni di lavoro di ricercatori e professionisti della salute impegnati nella promozione di corretti stili alimentari.

La presa di posizione della Sinu parte da un dato di fatto: le abitudini alimentari della popolazione statunitense sono mediamente poco sane, con un consumo molto elevato di alimenti pronti e ultraprocessati, che arrivano a coprire fino al 60% dell’apporto energetico quotidiano, contro circa il 20% in Italia. In questo contesto, spiegano gli esperti, l’invito a privilegiare il cosiddetto “cibo vero”, ovvero frutta, verdura e alimenti poco processati, è in linea di principio condivisibile.

L’inversione della piramide si fonda anche sull’idea che il modello precedente, con i cereali alla base, non abbia arginato il peggioramento del quadro sanitario negli Stati Uniti, dove oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o obeso e quasi un adolescente su tre presenta condizioni di prediabete. Tuttavia, sottolinea la Sinu, i dati mostrano che quella piramide non è mai stata realmente adottata, se non da circa il 10% della popolazione.

Tra le principali criticità evidenziate dagli esperti c’è la raccomandazione di aumentare il consumo di carne per incrementare l’apporto proteico. Secondo la Sinu, manca però una chiara distinzione tra le diverse fonti di proteine, soprattutto considerando che la maggior parte dei consumatori statunitensi ne assume già quantità più che sufficienti. Un incremento indiscriminato delle proteine totali, senza attenzione alla qualità, potrebbe avere effetti indesiderati sulla salute nel lungo periodo. Le evidenze scientifiche, ricordano i nutrizionisti, continuano a indicare come proteine vegetali e pesce siano associate a esiti di salute più favorevoli.

Ulteriori perplessità riguardano la liberalizzazione del consumo di alimenti e condimenti ricchi di grassi di origine animale, collocati nella parte alta della piramide e definiti “grassi salutari”, una classificazione che, secondo la Sinu, non è supportata da solide prove scientifiche.

A generare confusione, infine, è anche l’immagine stessa della nuova piramide: la traduzione grafica delle linee guida non chiarisce se si tratti di uno schema basato sulla frequenza di consumo o di un semplice triangolo che raggruppa gli alimenti per categorie.

Per la Società italiana di nutrizione umana, dunque, il rischio è che un messaggio semplificato e decontestualizzato finisca per indebolire la cultura della sana alimentazione, anziché rafforzarla.

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