3 Febbraio 2026

Omicidio Vassallo, la Cassazione: «Dichiarazioni incoerenti, nessun riscontro concreto»

| di
Omicidio Vassallo, la Cassazione: «Dichiarazioni incoerenti, nessun riscontro concreto»

La Corte di Cassazione ha messo nero su bianco le motivazioni che hanno portato alla scarcerazione del colonnello Fabio Cagnazzo, indagato per il presunto coinvolgimento nell’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, ucciso a Pollica nel 2010.

Secondo i giudici, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia sarebbero caratterizzate da contraddizioni, mancanza di riscontri oggettivi e scarsa attendibilità complessiva. In particolare, viene evidenziato come i racconti forniti non abbiano mai individuato con chiarezza un ruolo diretto attribuibile a Cagnazzo, né elementi probatori utili a sostenere una misura cautelare.

La Suprema Corte sottolinea inoltre l’assenza di prove anche in merito all’ipotesi di depistaggio. Le motivazioni parlano di “assenza di atti dimostrativi” e di ricostruzioni che non trovano conferma negli atti d’indagine.

Nel provvedimento si fa riferimento anche alle versioni fornite dall’ex collaboratore Romolo Ridosso, giudicate instabili e modificate nel tempo, con continui cambi di narrazione che, secondo i magistrati, ne minano ulteriormente la credibilità.

Alla luce di queste valutazioni, la Cassazione ha disposto il ritorno del fascicolo al Tribunale del Riesame di Salerno, che dovrà ora rivalutare l’intera vicenda e stabilire se sussistano i presupposti per eventuali misure cautelari.

Un passaggio che riapre una delle inchieste più delicate e complesse della storia giudiziaria recente del Cilento.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata