Omicidio Vassallo, spunta indagato top secret

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di Redazione

Concorso in omicidio con l’aggravante del metodo camorristico e reati di armi. È questa l’accusa che la procura di Salerno ha contestato a Giuseppe Cipriano quando, nel luglio del 2018, lo convocò negli uffici giudiziari di corso Vittorio Emanuele per interrogarlo sulla morte del sindaco pescatore Angelo Vassallo. Accuse «importanti» che avrebbero catapultato l’imprenditore di origini scafatesi a pieno titolo nel registro degli indagati assieme al carabiniere Lazzaro Cioffi accusato, invece, dalla procura di Napoli nell’ambito della stessa inchiesta. E’ quanto riporta stamane Il Mattino di Salerno.

Sarebbe dunque l’imprenditore di Scafati, il secondo sospettato dell’omicidio. A lui il procuratore aggiunto Luca Masini e il sostituto dell’Antimafia Marco Colamonici sarebbero arrivati nel corso dell’audizione del boss Romolo Ridosso, appartenente al clan camorristico dei Loreto-Ridosso di Scafati, ed ora collaboratore di giustizia. Quando Cipriano si è presentato al terzo piano del vecchio tribunale di Salerno accompagnato dal suo legale Giovanni Annunziata, neanche sapeva di essere tra i «sospettati» dell’omicidio Vassallo. Il suo interrogatorio, però, sarebbe durato non più di una manciata di minuti e, secondo indiscrezioni, non sarebbe neanche entrato nel merito della questione. Da allora, però, sulla pec del suo legale non è mai arrivata alcuna comunicazione della Procura su un prosieguo delle indagini e neanche su una eventuale archiviazione della sua posizione.

Cinquantadue anni, di Scafati, Cipriano – come riporta Il Mattino – avrebbe speso gran parte della sua vita nella gestione di sale cinematografiche. Sarebbe stata, dunque, proprio questa sua attività a legarlo al comune di Pollica. Ad Acciaroli, nella zona interna del porto, negli anni dell’amministrazione Vassallo, gestiva il cinema che si trova a pochi passi dal ristorante il Rosso e il Mare di proprietà della famiglia del sindaco-pescatore. Proprio l’attività di famiglia sarebbe stata anche tra le piste seguite dagli inquirenti assieme a controversie sulla gestione dei locali della zona e screzi di paese.

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Non solo Romolo Ridosso ma anche Alfonso Loreto e il padre Pasquale, quando nel 2016 decisero di diventare collaboratori di giustizia, avrebbero iniziato a parlare dei rapporti del proprio gruppo con il Cilento. Rapporti tenuti insieme dagli affari del cartello criminale legati al mondo dello spaccio della droga con alcune zone a sud della provincia, in particolare quelle tra Casalvelino e Acciaroli. Un legame emerso nel corso delle indagini e delle migliaia di intercettazioni ambientali e telefoniche disposte negli anni successivi alla morte del sindaco pescatore.

Proprio la lotta allo spaccio sul porto di Acciaroli da parte del primo cittadino di Pollica, trucidato la notte tra il 4 e il 5 settembre del 2010, mentre rientrava a casa, è sempre stata al centro dell’attenzione degli inquirenti. Tant’è che la procura di Salerno – si legge sempre su Il Mattino – ha tenuto iscritto nel registro degli indagati per ben otto anni, prima di chiedere l’archiviazione, uno spacciatore salernitano che era ad Acciaroli in quel periodo, Bruno Humberto Damiani. Per otto lunghi anni il giovane, soprannominato «il brasiliano» per le sue origini, è stato il principale indagato: a lui gli inquirenti arrivarono poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Vassallo ma lo stube e le ripetute prove del Dna lo hanno sempre scagionato: test alla mano, il giovane non sarebbe stato mai sul luogo dell’omicidio. Indagato numero uno, il più noto, ma non l’unico. Negli atti di quel periodo, difatti, il nome di Damiani è sempre stato accostato «ad altri». Tre persone, sulla sua identità c’è sempre stato riservo. Damiani – stando al racconto di alcuni testimoni – avrebbe avuto una discussione violenta con Vassallo proprio per la sua attività di spaccio ma lui ha sempre negato. «Ho scoperto una cosa che non avrei mai voluto scoprire»: è questa l’unica traccia lasciata da Angelo Vassallo prima di morire e, da sempre, rompicapo per gli investigatori. 

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