Tre persone sono state deferite nell’ambito dell’inchiesta che mira a fare piena luce sulla tragica morte di Rocco Costantino, l’operaio 61enne deceduto dopo essere precipitato mentre era intento al lavoro in un cantiere edile situato in via XXV Luglio a Cava de’ Tirreni. Gli indagati, tutti residenti nel comune metelliano, ricoprono ruoli chiave nella gestione e supervisione delle attività: si tratta del datore di lavoro di fatto della vittima, poiché Costantino operava “in nero” senza un contratto regolare, del responsabile della sicurezza del cantiere e del direttore dei lavori.
Le indagini in corso e i fronti aperti
L’inchiesta, condotta dai Carabinieri, si sta sviluppando su più fronti per accertare ogni responsabilità e chiarire le esatte dinamiche che hanno condotto al tragico evento. Un aspetto cruciale delle verifiche riguarda il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il cantiere dove l’operaio stava eseguendo lavori di demolizione di un solaio è stato immediatamente posto sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari. Contestualmente, si sta verificando la regolarità delle autorizzazioni relative agli interventi in corso, per stabilire la piena conformità delle opere edili alle disposizioni legislative.
La testimonianza del collega al centro degli accertamenti
Al centro degli accertamenti investigativi vi è anche la posizione dell’amico e collega che si trovava con Costantino al momento dell’incidente e che lo ha successivamente accompagnato presso il pronto soccorso. In una fase iniziale, l’uomo avrebbe fornito una versione dei fatti che ha destato subito sospetti nel personale sanitario: avrebbe riferito che Costantino era caduto dall’auto. Tuttavia, i traumi riscontrati sul corpo dell’operaio non risultavano compatibili con la dinamica descritta, alimentando i dubbi dei medici del pronto soccorso. Solo dopo essere stato incalzato e interrogato dai militari dell’Arma, l’uomo avrebbe riferito quanto realmente accaduto, contribuendo così a indirizzare le indagini verso la pista dell’incidente sul lavoro.
L’autopsia per fare chiarezza sulle cause del decesso
Per fare ulteriore e definitiva chiarezza sulle cause della morte di Rocco Costantino, la salma è stata sequestrata e trasferita presso l’obitorio. È stata disposta l’autopsia, incarico affidato al pubblico ministero Angelo Caputo della Procura di Nocera Inferiore. L’esame autoptico sarà fondamentale per stabilire con precisione se la caduta fatale sia stata causata da un improvviso malore che ha colto l’operaio mentre era intento nel suo lavoro, oppure se sia stata la conseguenza diretta di un tragico incidente avvenuto nel contesto del cantiere, magari in relazione a carenze o violazioni delle norme di sicurezza. I risultati dell’autopsia rappresenteranno un elemento chiave per il prosieguo delle indagini.
Chi era Rocco Costantino
Rocco Costantino, all’età di 61 anni, era una figura conosciuta e stimata all’interno della comunità di Siano. Sposato e padre di quattro figli, la sua improvvisa e tragica scomparsa ha lasciato un profondo vuoto e un grande dolore tra i suoi familiari e in tutti coloro che lo conoscevano. La vicenda sottolinea ancora una volta l’importanza del rispetto rigoroso delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la necessità di contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, spesso associato a condizioni di maggiore rischio e vulnerabilità per i lavoratori.




