Policastro, al cineteatro del Popolo arriva Piccadilly: «Vivere questa storia è doppio regalo: per se stessi e per chi ha qualcosa da raccontarci»

Piccadilly racconta la storia di tre giovani artiste che durante la Seconda Guerra Mondiale, quando Londra era sotto assedio dai bombardamenti tedeschi, continuarono a salire sul palco per offrire i loro spettacoli d’intrattenimento e pagarono la loro passione con la propria vita. Dietro tutto questo c’è il motivo per il quale da sempre l’uomo si è rifugiato nella fantasia, nell’arte, nella magia. Quando la realtà è dura e incomprensibile e scappiamo in un’altra vita, dove possiamo essere qualcun altro; quando le speranze sembrano perdute e l’unica cosa che ci riempie il cuore è poter strappare un sorriso a chi ci sta di fianco…Dietro tutto questo c’è il motivo per cui ci la mattina ci alziamo e decidiamo di creare storie, di scrivere e produrre spettacoli, di regalare delle emozioni vere, vive. 

Dietro gli sforzi e la voglia di combattere giorno dopo giorno contro la brutalità della violenza e dell’odio facendo quello che si ama c’è la differenza tra vivere e cercare di sopravvivere.È per questo che il teatro è vita, perché ci offre uno spaccato della realtà, ci permette di guardare e immergerci in una storia sentendone le voce, percependone il respiro, ascoltando il silenzio delle pause.Tutto per arrivare a quell’attimo di secondo tra il sipario che cala e l’inizio del primo applauso, è li che ci giochiamo tutto: tra la voglia di continuare e l’inconsapevolezza di essere valsi la pena del biglietto. Chi fa della propria vita una missione ha un continuo bisogno di ricevere e una fisiologica propensione nel dare. Andare a teatro a vivere una storia è un doppio regalo: per se stessi e per chi ha qualcosa da raccontarci.