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10 Aprile 2026
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Rinasce l’antico abito nuziale pollese, capolavoro fatto a mano

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Rinasce l’antico abito nuziale pollese, capolavoro fatto a mano

L’antico abito nuziale pollese è un’opera di eccezionale valore, frutto di un lungo lavoro di ricerca storica, studio filologico e valorizzazione del patrimonio culturale locale.

Il progetto è stato voluto dal Comune di Polla, nella persona del delegato alla Cultura Giovanni Corleto e reso possibile grazie al preziosissimo lavoro di studio e ricerca del professore Antonio Tortorella e del Direttore del Museo Maurizio D’Amico. L’impegno congiunto dell’Amministrazione comunale e della Direzione del Museo ha consentito di ottenere uno specifico riconoscimento economico ministeriale, nell’ambito della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha permesso la realizzazione dell’abito tradizionale nuziale pollese.

La realizzazione dell’abito è stata seguita dalla costante supervisione scientifica del prof. Tortorella ed è stata affidata alla maestra sarta Donata Calps, che ha eseguito il capo interamente a mano. L’opera è stata realizzata con materiali di altissimo pregio, scelti con attenzione per garantire la massima fedeltà alla tradizione, e cucita interamente a mano secondo le tecniche storiche. L’abito sarà presto esposto in collezione, accanto agli altri preziosi manufatti conservati nel Museo, presso la Chiesa di Santa Maria la Scala di Polla.

In occasione della Residenza artistica dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la settimana scorsa è stata documentata e registrata integralmente la procedura di vestitura dell’abito, al fine di conservarne la memoria. Il procedimento è stato ampiamente illustrato dal Professore Tortorella all’interno del Palazzo Albirosa. Si ringrazia il Dottor Antonio Federico e consorte per la preziosa ospitalità, e in particolare Emanuela Metitieri che si è prestata come modella a indossare l’abito.

L’abito

Come le antiche donne greche e romane e come le principesse bizantine, anche la sposa pollese indossava un velo interamente rosso, elemento che non trova riscontro in nessun altro costume tradizionale italiano, neppure in Sardegna. Sebbene in alcune tradizioni nuziali compaiano dettagli o inserti di colore rosso, non è mai stato documentato un velo completamente rosso come quello pollese. Ciò conferisce all’abito un carattere fortemente identitario e distintivo. Insieme al velo, la sposa indossava un grembiule lungo (musaledda), solitamente realizzato in seta cangiante.

Un ulteriore richiamo al mondo romano è rappresentato dal fregio dorato posto sulla cintura della gonna blu, probabilmente interpretabile come un residuo simbolico del nodus herculeus che chiudeva il cingulum aureum delle spose romane. Questo particolare iconografico è visibile anche in numerose statue mariane di epoca medievale e rinascimentale.

Nel processo di ricostruzione sono stati recuperati particolari sartoriali e tecniche esecutive ormai desuete, non più in uso neppure tra le sarte più anziane del rione Viggia.

Sono stati inoltre reperiti, presso una storica manifattura di Codogno, i rari bottoni in filigrana (cambaniéddi), difficili da rintracciare e per questo poco utilizzati. Anche questi elementi si ritrovano

esclusivamente nei costumi tradizionali sardi e, nell’Italia peninsulare, solo a Polla — non risultano presenti neppure in Sicilia.

Un percorso più ampio di valorizzazione culturale

Quello dell’Antico Abito Nuziale Pollese è solo uno dei numerosi progetti ideati e realizzati negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e dalla Direzione del Museo Civico Insteia, con il contributo indispensabile dell’Ufficio Cultura e Sport del Comune di Polla, nella persona della funzionaria Pasqualina Salluzzi, che ha curato l’intera parte amministrativa.

Tra gli interventi realizzati si ricordano, a titolo esemplificativo:

  • il rifacimento delle teche espositive, adeguate agli standard museali contemporanei;
  • la digitalizzazione della collezione;
  • la realizzazione del sito web istituzionale e dei profili social ufficiali;
  • la produzione di materiali audio‑video per la divulgazione e la didattica;
  • l’installazione di segnaletica direzionale e strumenti di orientamento per i visitatori.

Le dichiarazioni

Avv. Giovanni Corleto – Delegato alla Cultura: «Uno straordinario lavoro di squadra, i cui frutti saranno presto presentati alla comunità: dal nuovo allestimento museale all’installazione sonora del maestro Sergio Sorrentino, dal nuovo sito web a molte altre iniziative. Gli interventi avviati mirano a rendere il Museo un luogo sempre più dinamico, capace di dialogare con pubblici diversi e di proporre esperienze culturali innovative. Il nostro obiettivo è consolidarne il ruolo come punto di riferimento per la conservazione, la ricerca e la produzione culturale, valorizzando l’identità pollese e creando opportunità di crescita per i giovani artisti».

Dott. Maurizio D’Amico – Direttore del Museo Civico Insteia: «Ho posto al centro del mio lavoro la promozione e la valorizzazione del patrimonio esistente, convinto che un museo debba essere un organismo vivo, capace di generare conoscenza e partecipazione. In questa visione si inserisce anche l’adesione, nel 2024, al progetto TRAME del PNRR CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next‑Gen Sustainable Society, nella linea d’azione Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze. Il percorso, coordinato dal Dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza di Roma, ha consentito di far conoscere la nostra collezione a livello nazionale, contribuendo alla prima mappatura sistematica del patrimonio italiano legato alle antiche vestiture e alla moda. Un risultato significativo che conferma la capacità del Museo di inserirsi in reti di ricerca e innovazione, rafforzando il legame con la comunità».

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