Ritarda il vaccino AstraZeneca: le dosi attese non ci sono. Ecco gli aggiornamenti

di Maurizio Troccoli

Proprio ora che si sperava di accelerare sulla vaccinazione piomba una di quelle notizie che dimezzano la velocità e la speranza. Riguarda i ritardi per l’approvazione del vaccino AstraZeneca. E la ragione è presto spiegata: è il vaccino su cui l’Italia aveva puntato di più. Per quantità e rapidità. E’ anche quello che vede coinvolto direttamente il nostro paese sia nella fase di ricerca che di produzione. Oltre ad avere la caratteristica di non dovere essere conservato a bassissime temperature. Insomma una lunga serie di vantaggi, che avrebbe consentito di fare pressoché la metà del lavoro che tutti insieme gli altri vaccini di altre case farmaceutiche dovranno fare per centrare gli obiettivi prefissati, al primo trimestre del 2021, al secondo e così via. Invece, purtroppo, gli obiettivi vanno rivisti. Che significa, vaccineremo meno italiani di quelli che ci si era programmati, nelle tappe indicate, se le notizie non conosceranno una evoluzione diversa.

AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca era atteso per i primi di gennaio, già disponibile e, invece non lo avremo neppure per fine gennaio, come ufficializzato dal vice direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco, Noel Wathion, al quotidiano belga Het Nieuwsblad, definendo “improbabile” l’autorizzazione a gennaio per ragioni di procedure e poi perchè «non hanno ancora fatto domanda», evidenziando come servano «altri dati sulla qualità del vaccino». Secondo il Governo italiano avremmo dovuto avere somministrato 16 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca entro marzo. Sono invece 8.750.000 quelli che, nello stesso trimestre, dobbiamo somministrare della Pfizer/Biontec (gli attuali in circolazione). Mentre solo 1.346 mila dall’americana Moderna. Questi sono i vaccini che avrebbero dovuto determinare questa prima fase vaccinale.

I numeri
AstraZeneca (vaccino inglese/italiano) deve fornire all’Italia, per contratto, 40,4 milioni di dosi, che a questo punto sono attesi da dopo gennaio, stando alle previsioni più ottimistiche. Alle 16 milioni di dosi attese per il primo trimestre si aggiungono 24 milioni nel secondo trimestre per un totale di poco meno della metà delle dosi totali che il governo ha programmato di ricevere da gennaio a giugno (28 milioni nel primo trimestre, 57 milioni nel secondo).

Quelli in corsa
Con la Pfizer/Biontech, cioè quelli attualmente in somministrazione, abbiamo un accordo attuale di 26,9 milioni di dosi. L’americana Moderna,  è in dirittura d’arrivo per l’autorizzazione europea, seconda quindi nell’ordine, che però ha con l’Italia un accordo di soli 10,8 milioni di dosi. Certo poi col tempo arriveranno le altre, come la Johnson&Johnson con una partita da 50,8 milioni di dosi o i 40,4 milioni di vaccini della Sanofi/GSK, e i  30,9 milioni Curevac ma, questi, sono attesi più in là, essendo indietro sulla sperimentazione. La cifra totale dei vaccini per l’Italia corrisponde al 13,46% delle 200 miliardi di dosi acquistate in Europa.

Europa e Inghilterra Ora va detto che se l’agenzia europea non autorizza, quella inglese starebbe per autorizzare il vaccino AstraZeneca. Non sappiamo se per una prima limitata distribuzione e non conosciamo le ragioni, tenuto conto che non siamo a conoscenza della documentazione che AstraZeneca avrebbe fornito alle autorità inglesi. Verrebbe da pensare che potrebbero essere non troppo diverse da quelle fornite all’Europa essendo questa la prima ad avere sottoscritto un contratto con AstraZeneca per un totale di 300 milioni di dosi, con l’opzione aggiuntiva di altri cento milioni. Sta di fatto che l’Ema (l’agenzia europea) definisce la documentazione insufficiente, poiché si tratterebbe esclusivamente di «dati sui propri studi clinici non sono sufficienti» per concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata. «Abbiamo bisogno di dati aggiuntivi sulla qualità del loro vaccino», ha detto Wathion. Che ha sottolineato come manchi persino la «domanda formale», altra condizione necessaria.

Contromosse
Le contromosse cominciano tuttavia a farsi sentire. E’ ufficializzato infatti che 300 milioni saranno anche le dosi che l’Europa acquista da Pfizer/Biontec, avendone chieste altre 100 milioni. Come dire, si prova a mettersi al sicuro, tenuto conto che questo, nonostante richieda gli 80 gradi sotto zero, è quello che sta circolando già in tutta Europa. La notizia è stata data dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con un tweet: «Avremo in totale 300 milioni di dosi di questo vaccino, che è stato giudicato sicuro ed efficace e che già viene usato per vaccinare le persone in tutta l’Ue. Seguiranno gli altri vaccini». In quota quindi toccheranno anche all’Italia. Il problema è però: quando?

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